MotoGP

MotoGP: 42 punti di distacco da Marquez. Valentino Rossi e il Mondiale: sogno o utopia?

Pubblicato

il

Dopo tre settimane torna il Mondiale di MotoGP per il nono round stagionale, sul tracciato del Sachsering (Germania), e con quale spirito arriva Valentino Rossi? Senza dubbio con la voglia di rifarsi dopo quanto accaduto ad Assen con quella gara così strana, divisa in due manche, che ha visto scivolare il campione di Tavullia nella run-2 e perdere punti importanti nei confronti di Marc Marquez e Jorge Lorenzo.

Sono stato un asino” le parole di Rossi dopo la corsa ed ora sul Ring per rimettersi in gioco e recuperare quei 42 punti di ritardo nei confronti di Marquez. Un bel gap che sa quasi di sentenza. Eccoci, dunque, alla fatidica domanda: il Mondiale, sogno o utopia? Difficile dirlo quando siamo a metà campionato ma per il Cabronçito maturo di questo 2016, è davvero difficile. In più, sulla pista tedesca la Yamaha non vince da qualcosa come 7 anni. Un vero e proprio feudo “Honda” con 3 vittorie di Dani Pedrosa e 3 di Mark (le ultime in ordine di tempo).

Ritrovare il dolce gusto del successo, per cui, sarà ancor più arduo sui saliscendi della pista teutonica, esaltante le doti di guida del 93. Un circuito assai tortuoso, dove la guida aggressiva e di posteriore di Marquez potrebbe rappresentare una forte discriminante. Gli aspetti, però, favorevoli al 46 sono due:

1 – La velocità dimostra dalla M1 in qualunque condizione

2 – Il feeling con gli pneumatici Michelin.

E’ un dato di fatto riconosciuto dagli addetti ai lavori che la moto dei tre diapason sia quella più performante e migliore nel guidato, valorizzando le qualità di Rossi e Lorenzo. Come ammesso dallo stesso Marc, dopo la gara olandese, l’aver ottenuto punti in condizione di inferiorità è un grande passo in avanti ma serve a poco se ciò non sarà seguito da un riequilibrio tecnico.

In più, nonostante Valentino sia incappato in più errori e sensibilmente distanziato dalla vetta quando l’anno scorso era in testa in questa fase dell’annata, è riscontrabile che la velocità del 46 con le coperture francesi è assai maggiore rispetto al 2015. Le cinque prime file (due pole) conquistate quest’anno, come le due vittorie a Jerez e Barcellona, dimostrano che il 46 può essere all’altezza della concorrenza purchè d’ora in avanti non vi siano altri stop. I tre zero di Austin, Mugello ed Assen sono davvero troppi ed ora ogni GP sarà decisivo per tenere intatte le speranze del decimo titolo iridato.

 

Clicca qui per mettere “Mi piace” alla nostra pagina Facebook
Clicca qui per iscriverti al nostro gruppo
Clicca qui per seguirci su Twitter

giandomenico.tiseo@oasport.it

Twitter: @Giandomatrix

Foto di Marco Fattori

Tu cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Exit mobile version