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Volley, Modena CAMPIONE D’ITALIA: tutti i Canarini ai raggi X. Da Vettori a Ngapeth, PalaPanini in festa

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Modena è Campione d’Italia di volley maschile. I canarini hanno interrotto un digiuno che perdurava da 14 anni e oggi pomeriggio hanno conquistato il 12esimo scudetto della loro storia, confermandosi come il club più titolato del nostro Paese.

Un’impresa attesa per una vita e arrivata grazie all’apporto di giocatori fantastici che hanno dato il meglio di sé in una stagione da sogno. Conosciamo meglio tutti i protagonisti dello Scudetto di Modena.

 

BRUNINHO – Il brasiliano è una delle grandi icone di questa Modena, ritenuto universalmente come uno dei palleggiatori più forti al Mondo. Il regista figlio di coach Bernardinho si è messo in mostra per la sua classe innata, per la visione lucida di gioco, per l’ampio repertorio di colpi a disposizione, per l’estro e la fantasia con cui ha sempre chiamato in causa i propri compagni: eccezionale l’intesa con Ngapeth, disarmante quella con Vettori cresciuta proprio in questa stagione.

A Modena fin dal 2014, conquista il suo primo scudetto italiano dopo le due Coppa Italia, il settimo titolo dopo i sei scudetti in brasile. Dovrebbe lasciare il club emiliano e disputare la prossima stagione in Patria.

Spegnerà trenta candeline a luglio, pronto per disputare le Olimpiadi casalinghe dopo le medaglie d’argento conquistate a Pechino 2008 e Londra 2012, nel suo palmares anche il Mondiale del 2010 e l’argento iridato del 2014.

 

LUCA VETTORI – Nato a Parma, cresciuto pallavolisticamente a Piacenza cioè le città rivali di Modena, ma il popolo giallo lo ha accolto benissimo fin dal 2014 quando è diventato un canarino. E proprio qui l’opposto è esploso, crescendo in maniera esponenziale soprattutto nel corso di questa stagione dove ha dimostrato tutto il suo potenziale: grande potenza alternata a tocchi vellutati e a una capacità tattica non indifferente.

Quando l’intesa con Bruninho si è perfezionata non ce n’è stato più per nessuno e ora si prepara a un’estate da protagonista con la Nazionale.

A 25 anni appena compiuti conquista il primo scudetto della carriera dopo aver già messo nel proprio palmares tre Coppa Italia consecutive. Da lui questa Modena dovrà ripartire.

 

EARVIN NGAPETH – Carisma da vendere, baldanzoso e garibaldino. Criticato da molti per i comportamenti fuori dal campo ma quando entra in palazzetto è un giocatore meraviglioso, capace di colpi impossibili, lascia andare il braccio e bombarda il campo avversario. È sempre al top, difficilmente si rende protagonista di passaggi a vuoto, è l’uomo in grado di spostare gli equilibri: una testa calda che si infiamma nei momenti più importanti.

Dopo aver conquistato la World League e gli Europei da assoluto protagonista con la sua Francia, il 25enne schiacciatore si cuce sul petto il secondo scudetto della carriera dopo quello transalpino nel 2010 con il Tours. Poi la Finale di Champions League persa con Cuneo nel 2013, dal 2014 veste la casacca di Modena e continuerà a farlo nelle prossime stagioni.

 

LUCAS SAATKAMP – Prima stagione in Italia per vestire la casacca di Modena e la riporta subito sul tetto d’Italia da cui i canarini mancavano dal 2002. Si è subito vista la mano del centrale brasiliano, tra i migliori al Mondo nel suo ruolo: due mani caldissime capaci di ergersi a muro e soprattutto sempre pronte per i primi tempi chiamati da Bruninho, suo compagno in Nazionale, con cui l’intesa è meravigliosa.

A 30 anni conquista il quinto scudetto della carriera dopo i 4 in Patria, riaprendo una bacheca in cui spiccano l’argento alle Olimpiadi 2012, l’oro ai Mondiali 2010 e l’argento iridato del 2014.

 

NEMANJA PETRIC – La seconda Finale Scudetto della carriera, dopo quella persa nel 2014 con Perugia, gli permette di festeggiare il primo tricolore proprio in faccia agli umbri. Lo schiacciatore serbo ha dimostrato solidità in ricezione e grande efficienza in fase offensiva, purtroppo si è infortunato a metà stagione. Il 29enne è ritornato poi apposta per questa Finale Scudetto e ha fatto vedere il suo valore.

MILOS NIKIC – Lo schiacciatore serbo ha rappresentato l’alternativa al connazionale Petric durante il suo infortunio. Il 30enne era al suo primo con la casacca di Modena e ha subito conquistato il primo scudetto della sua carriera. Ha dato il proprio contributo in ricezione ed è stato determinate durante il tie-break della gara2 di Finale Scudetto, il miglior set della sua stagione.

 

MATTEO PIANO – Non era in campo in Finale perché si è dovuto operare ma un pezzo di scudetto è anche merito suo per quanto fatto nel corso dell’intera stagione. Sottorete ha sempre fatto sentire la propria presenza come il 25enne di Asti ci ha abituato a fare nel corso della sua carriera, spiccando anche in Nazionale.

A Modena dal 2014, ha contribuito a far crescere questa squadra portandola fino a questo meritato titolo, il suo primo della carriera dopo due Coppa Italia proprio con gli emiliani.

ELIA BOSSI – L’infortunio di Piano ha spedito nella mischia il 21enne giuliano, centrale dal futuro molto interessante. Accanto a Lucas è stato tra i grandi protagonista dei playoff e della Finale, meritando il primo scudetto della carriera alla sua seconda annata con Modena dopo l’anno passato a Molfetta.

SALVATORE ROSSINI – Primo scudetto per il 29enne libero di Formia, anche lui con Modena fin dal 2014 dopo gli anni a Latina. Una presenza imprescindibile, collante dell’intero gruppo, solidissimo in difesa contribuendo in maniera importante a fare ripartire la fase offensiva dei compagni.

 

ANGELO LORENZETTI – Lui era sulla panchina di Modena l’8 maggio 2002 quando il popolo gialloblu festeggiò al PalaPanini. È lui il coach che conquistò l’ultimo scudetto a queste latitudini ed è sempre lui a spezzare un digiuno infinito, 14 anni dopo esattati l’apoteosi sulla Sisley Treviso.

Il tempio del volley si inchina ai piedi del suo Re che riporta il tricolore nella città culla dell’intero del movimento: tutti attorno a lui per festeggiare lo scudetto numero 12 del club più titolato d’Italia.

Tra tre giorni Mister Lorenzetti compirà 52 anni: non poteva essersi regalo migliore che il terzo scudetto della carriera dopo quello già citato con Modena e quello del 2009 alla guida di Piacenza.

Ha già annunciato che darà il proprio addio a Modena ma i suoi ragazzi sperano che possa cambiare idea. Ha plasmato questa squadra, crescendola fin dal 2012, alimentato il progetto della Presidente Pedrini e arrivando a raggiungere quell’obiettivo che tutto il popolo gialloblu si aspettava.

 

Giocatori a disposizione: Luca Sartoretti (schiacciatore, classe 1995), Nicholas Sighinolfi (centrale, classe 1994), Pietro Soli (palleggiatore, classe 1994), Alberto Casadei (opposto, classe 1984), Thiago Sens (schiacciatore, classe 1985), Fabio Donadio (libero, classe 1988).

Il vivaio di Modena è florido e in prima squadra abbiamo già potuto ammirare per alcuni scambi il talento del figlio d’arte Sartoretti e di Sighinolfi. Soli è cresciuto potendo imparare da Bruninho.

Thiago Sens è stato l’acquisto per i playoff ma il brasiliano, giunto a Modena per dare manforte nel periodo senza Petric, non ha giocato più di tanto. Alberto Casadei è l’uomo di esperienza nello spogliatoio.

 

Staff tecnico: Lorenzo Tubertini (vice allenatore), Alberto Di Mario (preparatore atletico), Giulio Bortolamasi (assistente preparatore atletico), Michel Sabbagh (medico sociale), Lorenzo Segre (medico sociale), Raffaele Zoboli (medico sociale), Giovanni Adamo (fisioterapista), Roberto Ciamarra (scout man), Corrado Pizzarotti (osteopata).

Il Presidente CATIA PEDRINI merita un elogio particolare: è stata brava a riportare Modena ai livelli che le competono, lottando contro tutto e tutti, non accogliendo la fiducia che probabilmente avrebbe meritato fin dall’inizio. Questo scudetto la ripaga di tutti gli sforzi fatti, riscatto personale anche contro chi l’ha criticata per qualche uscita “infelice” nel corso di questi anni.

 

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