Lotta, Frank Chamizo: “Per vincere serve la testa. A Rio vorrei cantare l’Inno”

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Ha portato la lotta libera italiana laddove mai nessun azzurro era riuscito a spingersi: sul trono mondiale. Frank Chamizo, dopo un 2015 da ricordare, con tanto di argento ai Giochi Europei di Baku, è pronto a vivere la stagione delle Olimpiadi per continuare a scrivere nuove pagine di storia. Lo Spartacus Azzurro, numero uno del ranking internazionale dei -65 kg, ci ha svelato sogni ed obiettivi nel suo percorso verso l’Olimpo.

Ai Mondiali di Las Vegas ti eri presentato da n.5 del ranking, dunque tra i papabili per una medaglia. Ti aspettavi di vincere?
Non me l’aspettavo, è stata una cosa impressionante. Il mio obiettivo era quello di qualificarmi alle Olimpiadi, però ero in forma strepitosa e questo mi ha permesso di vincere. Sono felice di aver dato una grande gioia all’Italia“.

Raccontaci in breve la tua storia.
Io sono nato in un paese povero di Cuba, Matanzas. Ho iniziato a fare lotta da bambino in una scuola dove mi allenavo da solo. A 18 anni ho vinto la mia prima medaglia mondiale (bronzo a Mosca nei -55 kg nel 2010, ndr). Poi è successo un fatto incredibile. Per non essere riuscito a rientrare nel peso limite in una gara, la Federazione cubana mi ha squalificato per due anni. Nel 2010 poi ho conosciuto Dalma Caneva a Roma. Siamo rimasti in contatto e lei mi consolava durante il periodo difficile della squalifica. Alla fine ci siamo innamorati e sposati“.

Con quali ambizioni ti presenterai alle Olimpiadi di Rio 2016?
Mi sto allenando per vincere. Lotterò con tutto me stesso per non farmi togliere da nessuno il titolo di numero uno“.

Se dovesse andare come speriamo, canterai l’Inno di Mameli sul podio?
Ormai sono abituato all’Inno, mi piace molto. A Rio lo canterò“.

Quali avversari temi maggiormente?
La mia è una categoria molto competitiva. Non c’è un solo avversario che puoi permetterti di sottovalutare. Per me sono tutti uguali, non posso mai abbassare la guardia“.

Come procede la preparazione?
Dopo i Mondiali ho combattuto 12 match in Germania, ora sto scaricando un pochino. Gli allenamenti sono molto intensi perché non c’è solo Rio. A febbraio tornerò in gara in Bielorussia ed io voglio fare bella figura in tutte le gare“.

Pensi che i tuoi risultati possano contribuire alla crescita della lotta in Italia e, soprattutto, ad avvicinare i giovani a questo sport?
Sicuramente sì. Sto constatando che i giovani si stanno convincendo che possono farcela anche loro. Vedono che mi alleno qua in Italia con loro e si rendono conto che niente è impossibile. Bisogna semplicemente avere la testa per vincere“.

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Foto: Fijlkam

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