Pallavolo

Volley, oggi nasce la nuova Italia! Sfida all’Argentina, amarcord Velasco: debutto Juantorena, quante novità!

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27 agosto 2015. Il giorno della nascita ufficiale della nuova Italia. La Nazionale di volley maschile, dopo i terremoti di Rio de Janeiro, le cacciate, la disfatta del Mondiale, le dimissioni del CT Mauro Berruto torna in campo. Per giocare, finalmente. Dopo il tanto caos si torna a parlare seriamente di pallavolo.

A Trento, davanti a 3000 persone (previsto praticamente il sold out), l’Italia sfiderà l’Argentina in amichevole, primo test in vista della Coppa del Mondo (8-23 settembre) che assegnerà i primi due pass per le Olimpiadi 2016.

Sono tantissimi i motivi di interesse di questo scontro che si replicherà poi domani sera a Verona.

 

Il debutto in panchina del nuovo CT Chicco Blengini che sfiderà il suo maestro, il guru di tutto quanti noi, l’uomo dei trionfi mondiali: Julio Velasco. Il coach torinese è stato suo secondo per ben cinque anni nel suo girovagare tra i club del nostro Paese, apprendendo molti segreti che ha sicuramente utilizzato negli ultimi anni.

Entrambe le squadre si preparano alla Coppa del Mondo. L’Italia naturalmente con speranze di qualificazione a Rio, l’Argentina per fare un buon torneo e poi staccare il pass nel loro agevole torneo continentale.

Sarà la grande giornata del debutto di Osmany Juantorena con la maglia azzurra. Lo schiacciatore italo-cubana vestirà finalmente la nostra casacca dopo una lunga rincorsa, subito pronto a dimostrare il suo talento.

C’è tanta curiosità attorno al sestetto titolare. Sembrava certo fino a qualche giorno fa, poi l’infortunio di Birarelli ha complicato la scelta della coppia centrale. Giannelli palleggiatore, Zaytsev che torna opposto dopo l’esperienza da schiacciatore provata in World League, la Pantera e Lanza di banda, Colaci il libero: queste sono le certezze. Buti è il capitano quindi sarà il centrale #1, accanto a lui o Anzani o Piano (Mengozzi si è aggiunto al gruppo nelle ultime ore).

Prima volta anche per Simone Buti nel ruolo fondamentale di capitano: la costretta rinuncia del Bira potrà avere un peso nelle dinamiche di spogliatoio.

L’importante sarà vedere una buona Italia, iniziando ad addocchiare qualche meccanismo in via di rodaggio e una buona intesa tra i vari elementi, ben sapendo che mancano ancora due settimane all’esordio contro il Canada e che la nostra Nazionale ha caricato molto a Cavalese proprio per non farsi trovare impreparata al tour de force che l’attende in Giappone (11 incontri in 15 giorni con due trasferimenti).

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