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Scherma, la garanzia azzurra. Il presidente Scarso: “Un plauso a tutti”

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A cavallo di Pasqua la scherma italiana ha trovato nelle uova di cioccolato ben 12 medaglie mondiali giovanili a Tashkent, capitale dell’Uzbekistan. Con questo splendido bottino, che torna in doppia cifra dopo gli 8 podi di Plovdiv 2014, la spedizione azzurra ha trionfato nel medagliere e nella classifica per nazioni. Cinque ori (di cui quattro nelle prove a squadre giovani, un dominio senza eguali in tutte e tre le armi), quattro argenti e tre bronzi. Il riassunto finale dice questo: alle conferme del fioretto, settore brillante anche a livello assoluto sulla scia dei due ori olimpici, si aggiunge una spada femminile di assoluto livello (come per altro già avviene tra le grandi) e una sciabola under 17 capace di conquistare un argento e due bronzi.

Risultati  che non possono non riempire di orgoglio i vertici della Federazione, tra le più vincenti dello sport azzurro. Giorgio Scarso, il numero uno di Federscherma, ha dichiarato: “Non si può che tributare un plauso a tutti gli atleti, allo staff tecnico, medico e della segreteria federale ed ai tre Commissari tecnici. Questi ultimi, nonostante gli impegni legati alla delicata fase di qualificazione olimpica che avrebbero giustificato una loro assenza, hanno scelto di essere presenti accanto agli atleti che rappresentano il futuro della scherma italiana. Il pensiero va anche a tutte le società che operano sul territorio nazionale. E’ grazie al loro impegno nella promozione e nella crescita che la scherma azzurra riesce a ben figurare negli appuntamenti internazionali ed ad onorare al meglio l’Italia. Questi splendidi risultati seguono quelli ottenuti agli Europei di categoria a Maribor e testimoniano l’ottimo stato di salute del settore giovanile della scherma italiana. Vincere il medagliere e la classifica per Nazioni, riempie d’orgoglio la Federazione Italiana Scherma ed infonde entusiasmo per continuare a lavorare nel percorso intrapreso”.

Sempre ai microfoni del sito federale sono arrivati i complimenti da parte di Paolo Azzi, capo delegazione degli under 20: “ Abbiamo ancora una volta dimostrato le capacità organizzative dell’Italia nel panorama internazionale della scherma. Sul piano agonistico, la vittoria del medagliere complessivo e della classifica per Nazioni, palesa quanto di buono fatto dai nostri ragazzi in pedana. Personalmente sono molto soddisfatto, soprattutto perchè ben quattro dei cinque titoli sono giunti nelle gare a squadre. Questo testimonia il buon livello complessivo dei nostri ragazzi, al di là delle individualità e delle singole prestazioni che si sono segnalate. Il plauso per quanto ottenuto a livello individuale va poi a Damiano Rosatelli, Francesco Ingargiola e Francesco Bonsanto, ma le quattro vittorie di squadre, giunte a volte anche contro i favori del pronostico ed anche come riscatto delle prove individuali, sono un segnale positivo della capacità di fare gruppo e della voglia di vincere. Come si è visto anche nei momenti più difficili dei vari assalti, ho molto apprezzato lo spirito di squadra ed il “gioco” d’insieme di tutta la delegazione”.

 

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Foto da: Augusto Bizzi/Federscherma

1 Commento

  1. Al

    15 Aprile 2015 at 18:48

    Conosco tante persone, specie donne, che vorrebbero (o avrebbero voluto) provare la scherma. Ancora di più quelli che vorrebbero farla praticare ai propri figli. Poi ti informi e scopri che su un bacino di 100.000+ residenti, ci sono sì e no 2 società per fare agonismo, a fronte delle decine agonistiche e amatoriali che si occupano di calcio. Se lo sport in Italia fosse ben gestito, la scherma sarebbe il simbolo dello sport italiano, portando nel mondo un’idea di Paese vincente in una disciplina tra le più affascinanti.
    Invece gli schermidori non li conosce nessuno, tutto viene compresso per fare spazio al calcio, che ai mondiali torna a casa al primo turno, ed ecco a voi la potenza sportiva.
    Dai Malagò, avanti così che andiamo bene.

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