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Sei Nazioni, le pagelle di Scozia-Italia: McLean e Biagi, qualità, cuore ed orgoglio. Haimona, che fai?

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Un match che entra di diritto nella storia del rugby nostrano. L’Italia vince per la seconda volta in trasferta nella storia del Sei Nazioni e lo fa ancora una volta a Murrayfield, contro la Scozia, grazie ad una meta di punizione arrivata negli ultimi secondi di partita. Le pagelle degli azzurri.

Luke McLean, voto 8: semplicemente una garanzia. L’estremo azzurro gioca la solita partita enciclopedica, offre garanzie in ogni settore del gioco e si fa trovare pronto in ogni situazione spinosa. Non avrà lo spunto del suo dirimpettaio Hogg palla in mano, ma compensa con un’intelligenza tattica infinita, a cui aggiunge il consueto mancino delizioso. Le spalle, con lui, sono più che coperte. Meritatamente Man of the Match.

Michele Visentin, voto 6: sufficienza di puro incoraggiamento, perché per un’ala bisognosa di spazi e di corse una partita di trincea è una grande sofferenza. Sente la pressione dell’esordio e sbaglia talvolta il tempismo nel portare alcuni placcaggi, ma ci mette tutta la grinta possibile.

Luca Morisi, voto 6,5: dà sempre l’impressione di poter creare pericoli alla difesa scozzese, mette in mostra le sue belle linee di corsa e, sebbene non riesca a creare break nella retroguardia avversaria, offre spesso un’ottima piattaforma ai compagni di squadra. Un po’ più impacciato in difesa, ma sempre più consapevole dei propri mezzi.

Enrico Bacchin, voto 6,5: work rate decisamente elevato in fase difensiva, dove dimostra di essere più pronto di Visentin (essenzialmente per il maggiore minutaggio con Treviso). Porta a terra ben undici placcaggi, a dimostrazione dell’attenzione e della concentrazione mantenuta nonostante fosse il debutto assoluto. Mai chiamato in causa in attacco, ma ci sarà tempo.

Giovanbattista Venditti, voto 7: in Nazionale ha sempre dimostrato di avere una marcia in più e, tanto per non smentirsi, lo conferma ancora oggi. Non solo la meta rocambolesca (che numero per controllare l’ovale), ma anche una presenza costante in giro per il campo e in difesa, con sette placcaggi. Sembrava un enigma, sta ritornando ad essere una pedina affidabile.

Kelly Haimona, voto 4: la bocciatura non può che essere nuovamente pesante. Da annotare, sul suo cartellino, il banale intercetto subito da Bennett, una serie di calci con cui non ha centrato una touche ampiamente alla portata e la scarsa precisione al piede (1/3). Avverte la pressione, lo si legge dallo sguardo poco convinto e si raccapezza ben poco anche in difesa. Riconfermarlo ancora sarebbe deleterio.

Edoardo Gori, voto 6,5: ordinato, preciso e puntuale. Talvolta rallenta troppo l’uscita dell’ovale dalla ruck, ma comanda al meglio i suoi uomini e non commette sbavature al momento di scegliere il verso da seguire nelle azioni offensive. In difesa, inoltre, si conferma un baluardo.

Sergio Parisse, voto 7: solita partita di qualità sopraffina per il capitano. Corre, si inserisce, placca, salta, ruba una touche e offre anche una dimostrazione del proprio immenso talento con un sottomano da pelle d’oca, su cui però i compagni non arrivano. Un piacere per gli occhi ed un trascinatore vero.

Simone Favaro, voto 7,5: l’ignoranza fatta persona. E in una partita in cui si punta soprattutto gli autoscontri, il flanker di Zero Branco ci sguazza completamente. Otto placcaggi, uno più devastante e decisivo dell’altro. Munari direbbe “come sabbia nelle mutande”, espressione che rende perfettamente l’idea delle qualità di Favaro.

Francesco Minto, voto 6: sufficienza quasi striminzita, perché nonostante la grande verve e i tanti placcaggi messi a referto il miranese arriva spesso con fin troppa foga e poca lucidità nel breakdown. Le statistiche, infatti, parlano chiaro: tre i falli concessi a Laidlaw&co., un’indisciplina fin troppo evidente.

Joshua Furno, voto 7: dopo due partite sottotono, il seconda linea nato a Melbourne mette in campo tutto il proprio fisico e la propria mobilità, confezionando una prestazione che si attendeva già dall’inizio del Torneo. Lavora bene soprattutto in touche e in fase offensiva, dove impensierisce la Scozia più di una volta. Grande protagonista anche nel finale.

George Biagi, voto 7,5: una partita particolare per lui che è nato ad Irvine, in Scozia. E il seconda linea bianconero offre un’altra prova di enorme consistenza e solidità, confermando di non far rimpiangere Geldenhuys. Mette a referto più placcaggi di tutti (14), ma soprattutto è di grande sostegno in ogni fase del gioco azzurro. Al momento è insostituibile.

Dario Chistolini, voto 6: onesta partita del pilone delle Zebre, che svolge il proprio compito senza grandi errori ma nemmeno senza incidere più di tanto. Il confronto in mischia con Dickinson è infatti equilibrato e solo a tratti l’azzurro riesce ad emergere.

Leonardo Ghiraldini, voto 6,5: un osso duro per tutti, anche per la Scozia che deve necessariamente mantenere un occhio di riguardo al tallonatore di Leicester quando cerca di creare spazi per i compagni. In difesa, poi, è un’assoluta garanzia.

Matias Aguero, voto 6: come Chistolini, la sua partita viaggia tra alti e bassi. Due falli concessi in mischia chiusa ma anche un paio di notevoli ingaggi vinti con grande qualità ed esperienza. Poco attivo nel gioco aperto.

Andrea Manici, voto 6,5: entra in campo nell’ultimo quarto d’ora, ovvero quando l’Italia si riversa in attacco a caccia della meta. E’ chiamato a lanciare le touche forse più delicate della sua carriera finora e lui, che nel lancio ha il suo punto debole, risponde presente.

Alberto De Marchi, voto 6,5: insieme a Manici e Cittadini porta quasi i suoi alla meta di punizione a quattro minuti dal termine, ma l’arbitro la nega. Un ingresso comunque importante.

Lorenzo Cittadini, voto 6,5: dopo una serie di mischie dominate, il fallo che Clancy gli fischia contro sembra chiudere la partita. Poi gli azzurri vinceranno con l’ultimo assalto a cui partecipa attivamente, ma in chiusa il pilone bresciano è sembrato davvero superiore.

Marco Fuser, voto 6: supporta al meglio gli assalti finali

Samuela Vunisa, voto 6: vedi Fuser.

Tommaso Allan, voto 5,5: entra in campo ad inizio ripresa e, alla prima occasione dalla piazzola, sbaglia un calcio non impossibile per il sorpasso. La battaglia dei pack lo emargina inevitabilmente dal gioco, ma il match negativo di Haimona potrebbe garantirgli una chance da titolare (forse).

Giulio Bisegni, sv

All. Jacques Brunel, voto 7: prepara al meglio il match, soprattutto quelle fasi statiche (mischia, touche e maul) poi decisive ai fini del risultato finale. Dimostra, nonostante le grandi difficoltà delle ultime settimane, di avere le redini di un gruppo coeso ed unito, che gli regala un successo insperato e straordinario nei secondi finali. Differentemente dalle prime due partite, anticipa di qualche minuto i cambi, azzeccando la scelta.

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