Calcio

Mondiali Brasile 2014: due assenze cruciali per i padroni di casa

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É un Brasile strano quello che sta vivendo il Mondiale di casa. Strano perché poco “brasiliano” rispetto alla lunga e gloriosa tradizione storica di questo paese: il gioco è meno spettacolare e più concreto, oseremmo dire quasi “europeo”, grazie ad un pacchetto difensivo che costituisce la vera forza della Seleção, in netta controtendenza con decenni di storia. L’attacco, invece, non ha sinora impressionato al netto di Neymar: e questo è il dato che completa il quadro della stranezza di questo Brasile atipico, che pure stasera, con l’ineguagliabile spinta del pubblico amico, proverà a conquistarsi l’accesso alla finale.

Ma mancherà Neymar, appunto, e mancherà anche Thiago Silva. Due assenze cruciali, pesanti, perché si tratta di due campioni, persino di due fuoriclasse: chi lo dice che un difensore non possa infatti fregiarsi del titolo di “fuoriclasse”? Oltretutto l’ex rossonero ha una qualità piuttosto rara per un centrale di difesa, ovvero una visione di gioca sviluppatissima, alla pari di un playmaker di centrocampo: ma la sua assenza, tutto sommato, può non essere così drammatica. Dante, infatti, rappresenta un valido sostituto, certamente meno tecnico del compagno di reparto, ma ugualmente sicuro in copertura e nel gioco aereo. Quando mai il Brasile ha potuto avere un centrale del genere come riserva?

La stessa domanda va fatta comunque anche per l’attacco. Nella terra di Pelé e Garrincha, di Zizinho e di Amarildo, di Bebeto e Romario, di Ronaldo e Ronaldinho, il reparto offensivo è sembrato davvero troppo Neymar-dipendente. Sia chiaro, un giocatore del genere, al pari di Leo Messi e forse Cristiano Ronaldo, è in grado da solo di fare la differenza anche da un livello altissimo come quello della Coppa del Mondo: ma quanto peserà la sua assenza? Tanto, tantissimo, perché il Brasile non ha un uomo-gol; ha un centravanti, Fred, che nonostante le tante reti segnate in carriera sta confermando i timori della vigilia, quello di essere il Serginho del 1982, ovvero il punto debole di un’armata destinata a dominare il Mondiale. Ha un Hulk che gioca spesso troppo lontano dalla porta e un Oscar talvolta decisivo, ma altrettanto altalenante: Willian, Jo e Bernard sono riserve. Riserve, appunto, degnissimi titolari delle proprie squadre di club, tuttavia certamente non all’altezza della tradizione offensiva verdeoro. Chi segnerà senza Neymar, chi illuminerà il gioco, chi creerà pericoli al portiere più forte del mondo – senza timore di smentita – che risponde al nome di Manuel Neuer? Sarà durissima per Scolari e i suoi. Bisognerà sfruttare al massimo i calci piazzati, che finora hanno reso tanto in particolare, guarda caso, proprio con i centrali difensivi, e sperare che quelli finora dimostratisi degni comprimari e nulla più di Neymar sappiano, per una notte, fare il salto di qualità.

Foto: Twitter Goal Photos

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marco.regazzoni@olimpiazzurra.com

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