Ciclismo

Giro Rosa 2014: Bronzini, Longo Borghini, Scandolara e gli altri sorrisi azzurri

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Il Giro Rosa è una corsa unica, per durezza e lunghezza, nel calendario internazionale, in attesa che in un prossimo futuro magari riesca ad affrancarsi maggiormente al Giro d’Italia, o anche la Francia e la Spagna organizzino corse a tappe femminili sulla falsariga del Tour e della Vuelta: storicamente, la gara di casa rappresenta una specie di tabù per le azzurre, che hanno conquistato solamente una delle ultime sedici edizioni (Fabiana Luperini nel 2008), ma al tempo stesso, anche nell’edizione appena conclusa, non sono certo mancate le soddisfazioni per un movimento che conferma il suo ottimo stato di salute.

Come nel 2013 – e come non accadeva dal 2009 – l’Italia esce almeno con un successo di tappa: lo ha timbrato, esattamente come dodici mesi fa, Giorgia Bronzini con uno sprint regale sul circuito di Frattamaggiore.  Il bis è stato poi sfiorato a Cesenatico e a Chiavenna, quando ha ceduto unicamente a Marianne Vos con la quale, in ogni occasione, si rinnova uno dei più classici duelli del ciclismo femminile, senza contare lo sfortunato incidente meccanico verso Jesi che le ha impedito di disputare la voltata forse più adatta alle sue caratteristiche.

La vincitrice della maglia blu di migliore italiana è Elisa Longo Borghini, che ha vissuto questa corsa senza alcuna pressione, per testarsi finalmente in una grande gara a tappe: quinto posto finale per lei a 2’06”, una trentina di secondi in più del podio tutto Rabo e un risultato comunque molto positivo con l’acuto più bello a Santa Maria a Vico, nella prima tappa in linea, quando ha centrato il secondo posto parziale.

Un’altra azzurra assolutamente da elogiare è Valentina Scandolara, spessissimo all’attacco un po’ perché quello è il suo inconfondibile marchio di fabbrica, un po’ perché c’era da difendere, per quanto possibile, la maglia dei Gran Premi della Montagna poi adagiatasi sulle spalle di Emma Pooley: la Scando ha cercato sì la soddisfazione personale, ma al tempo stesso non ha certo rinunciato ad aiutare la sua capitana Emma Johansson, che ha chiuso nella top ten.

E’ mancato pochissimo all’altra veneta Elena Berlato per  alzare le braccia al cielo a conferma della grande crescita di questi mesi: solo Annemiek Van Vleuten l’ha preceduta sul traguardo di San Donato Val di Comino, in una delle frazioni più insidiose.

Rispetto alla precedente edizione, hanno reso meno del previsto Tatiana Guderzo e Francesca Cauz, entrambe reduci da alcuni mesi privi di grandi soddisfazioni: pur appartenendo a due generazioni diverse, si tratta di due patrimoni del pedale rosa al quale daranno ancora un grandissimo contributo. L’eterna Fabiana Luperini ha invece terminato il proprio ultimo Giro Rosa in sedicesima piazza, calando nel finale dopo un ottimo avvio.

Foto lanuale/Pagina FB Giro Rosa Cycling Race

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marco.regazzoni@olimpiazzurra.com

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