Ciclismo

Giro d’Italia 2014, il pagellone: i voti ai protagonisti! (seconda parte)

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Bentornati al secondo e ultimo appuntamento con il pagellone del Giro d’Italia 2014. In mattinata abbiamo già analizzato una prima carrellata di corridori, tra cui Fabio Aru, Enrico Battaglin, Ivan Basso e Pierre Rolland (clicca su queste parole per accedervi). Ora proseguiamo con la nostra disamina, andando ad abbracciare un numero di corridori ancora maggiori e il vincitore del Giro, Nairo Quintana.

QUINTANA Nairo, voto 9: una grande impresa, sulo Stelvio, e una cronoscalata vinta quasi in gestione. Nairo Quintana non ha quasi mai voluto strafare in questo Giro d’Italia, anche a causa di una condizione non perfetta nelle prime due settimane, durante le quali ha lasciato parecchi dubbi ad appassionati e addetti ai lavori. Una volta entrati nella terza settmana di corsa, però, non ha lasciato nulla agli avversari, dimostrando di avere ancora riserva. Primo colombiano a vincere il Giro d’Italia, per lui si tratta del primo successo finale in un grande giro. A 24 anni rappresenta il futuro del ciclismo mondiale.

URAN Rigoberto, voto 8: costruisce la seconda posizione finale nella cronometro dei vini, nella quale guadagna minuti su tutti gli avversari. Nelle tappe di montagna, fatta esclusione per la scalata allo Zoncolan, è sempre tra quelli più in difficoltà e spesso perde terreno rispetto agli altri uomini di classifica. Alla fine, però, cresce di condizione e riesce a difendersi e a rispondere all’assalto di Aru alla seconda posizione. Per il secondo anno di fila chiude dietro il vincitore, ma abbastanza lontano dalla conquista della maglia rosa.

POZZOVIVO Domenico, voto 7,5: riesce a centrare il proprio obiettivo (quinto posto), ma per quanto visto nella prima parte di Giro d’Italia ci si poteva aspettare qualcosa di più. Inizialmente il più brillante in salita, paga dazio a Montecampione e non solo, anche a causa di una bronchite che ha limitato le sue prestazioni. In vista dei prossimi anni sarà importante concentrare la preparazione per la seconda metà di Giro d’Italia, ciò che l’ha diviso dal podio finale. Manca una vittoria di tappa, ma nonostante questo è al miglior risultato in carriera in un grande giro.

HESJEDAL Ryder, voto 7: sembra uscire subito di classifica a causa della caduta che ha coinvolto la Garmin nella cronosquadre, a nonostante questo non molla e grazie alla tappa dello Stelvio, nella quale va all’attacco con Quintana, riesce a rientrare nella lotta per il podio. Dopo, però, sembra spegnersi la luce e naufraga in nona posizione a oltre 13′ da Quintana. Ci mette tanta grinta.

BATTAGLIN Enrico, voto 8: una vittoria di tappa, un terzo posto e un paio di altri piazzamenti nella Top 10. Il Giro di Battaglin è di altissimo livello, impreziosito dal numero da capogiro che l’ha portato al successo ad Oropa. Per il secondo anno consecutivo coglie un successo parziale, a dimostrazione del talento che lo contraddistingue. Da qui, sperando che riesca ad evitare ulteriori infortuni, deve costruire una seconda parte di stagione che lo porti ad essere protagoniste nelle classiche e semiclassiche di ottobre. Ha le doti per farlo.

DUARTE Fabio, voto 7: è secondo sia a Montecampione che a Panarotta. In un’occasione viene battuto da Aru, nell’altra dal connazionale Arredondo. Poca fortuna ma un Giro corso ad altissimi livelli. Assieme a tutta la squadra del Team Colombia ha giustificato alla grande l’invito concesso da RCS Sport.

VIVIANI Elia, voto 5: il velocista della Cannondale è tra le più grandi delusioni di questo Giro d’Italia. Un solo podio, poi tanti piazzamenti che valgono poco per un atleta come lui. A metà Giro ha anche qualche problema fisico, ma nonostante questo arriva a Trieste. I limiti più grandi restano nella preparazione della volata, sia quando è supportato dalla squadra, a tratti inadeguata, sia quando prova a fare da solo. Il primo ad essere deluso dal suo Giro, sicuramente, è lui.

NIZZOLO Giacomo, voto 8: quattro volte secondo. Una volta è beffato da Kittel, due da Bouhanni e a Trieste, invece, lo batte Mezgec. In ogni caso per l’azzurro un Giro di altissimo livello che probabilmente gli conferisce la carica di miglior sprinter del panorama italiano. Gli manca ancora qualcosa, ma è giovane e nei prossimi anni potrebbe crescere ancora molto.

MAJKA Rafal, voto 7: fa un gran Giro d’Italia che lo porta a chiudere in quinta posizione, terzo nella classifica dei giovani. Un corridore solido e completo che nei prossimi anni potrebbe anche tentare di vincere un grande giro.

PELLIZOTTI Franco, voto 7: tanta tenacia e volontà nel cercare il successo di tappa, che però gli sfugge sempre. Chiude secondo sullo Zoncolan e cura una discreta classifica. L’uomo migliore dell’Androni-Venezuela.

ROGERS Michael, voto 8,5: due vittorie di tappa straordinarie. La prima con un bellissimo attacco in discesa, la seconda domando lo Zoncolan. E dire che fino a pochi giorni prima della partenza di Belfast non pensava di correre il Giro…

CATALDO Dario, voto 7,5: anche lui tra i tanti messi fuori classifica dalla caduta di Montecassino, cerca a lungo il successo parziale andando in fuga un numero spropositato di volte. Arriva secondo ad Oropa, mentre nella tappa di Valmartello ci prova andandosene in solitaria sullo Stelvio. Encomiabile l’impegno, specialmente nell’ultima settimana. È mancato solo il risultato

MATTHEWS Michael, voto 8: ottimo possessore della maglia rosa. Coglie piazzamenti in volata e si difende nelle tappe più impegnative, arrivando addirittura a vincere nella frazione di Montecassino. Un Giro che l’ha visto finalmente sbocciare ad alti livelli.

PONZI, FELLINE, MOSER, GASPAROTTO, voto 4,5:  ci si aspettava qualcosa di più da questi corridori, che però non hanno per nulla inciso. Quasi mai in fuga, ma quando trovano l’attacco giusto non riescono comunque a lasciare il segno. Molto male.

CUNEGO Damiano, voto 4: inizia male, finisce peggio. Dopo una buona primavera il Giro è un disastro su tutta la linea. Anche nella terza settimana, storicamente quella in cui si trova meglio, è in grandissima difficoltà anche sulle salite meno impegnative. L’ombra del Cunego visto ad aprile, senza andare a scomodare quello del 2008 o del 2004.

KITTEL Marcel, voto 7: prime tre tappe da 10, poi si ritira a causa della febbre subito dopo il rientro in Italia. Avrebbe potuto provare a resistere come han fatto tanti suoi colleghi.

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gianluca.santo@olimpiazzurra.com

Foto: Pagina Facebook Giro d’Italia

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