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Atletica, Diamond League: 3000 metri da storia! Ukhov sfiora il record. Cinque MPM

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Partita ufficialmente la stagione all’aperto della grande atletica leggera con la prima tappa della Diamond League, il super circuito itinerante della specialità (la cui esistenza è appena stata prolungata almeno fino al 2018).

A Doha (Qatar) una grandissima passerella di campioni olimpici e mondiali ci ha fatto divertire tra ben 5 migliori prestazioni mondiali stagionali, un pazzesco record africano, una bella serie di record nazionali, tantissime sorprese.

 

Spettacolo incredibile nell’attessimo salto in alto. Quattro uomini riescono a superare 2.37 e si giocano la vittoria al vertiginoso 2.39: la disciplina è ormai definitivamente esplosa e ogni gara si decide a queste quote. Il record del Mondo di Javier Sotomayor (2.45) vacilla sempre più…

Il successo finale è andato al russo Ivan Ukhov che ha superato 2.41 al primo tentativo (idem per il 2.39), scavalcando la fatidica barriera dei 2.40 metri all’aperto per la prima volta in carriera e realizzando la sesta prestazione all-time (eguagliato l’assente Bondarenko e Paklin), diventando il terzo atleta di sempre alle spalle del primatista cubano e di Sjoberg. Ovviamente si tratta anche della miglior prestazione mondiale stagionale (superato di un centimetro il volo di Drouin di due settimane fa), eguagliato il record della Diamond League (proprio Bondarenko lo scorso anno prima del Mondiale) e record del meeting. Ha provato anche un tentativo a 2.43, ma il nullo lo ha convinto ad abbandonare.

Secondi parimerito il canadese Derek Drouin e lo statunitense Erik Kynard (entrambi 2.37 alla prima, cinque errori in tutto), quarto l’idolo di casa Barshim che ha provato a contrastare Ukhov a 2.41 (quarto, 2.37 solo alla terza prova). Marco Fassinotti chiude al sesto posto (2.24).

 

Record africano sui 3000 metri in una gara davvero stratosferica! Certo c’è la sorpresa perché non è stata Genzebe Dibaba a entrare nel libro dei primati. L’etiope, capace di realizzare tre record del Mondo questo inverno, passa al comando a metà gara dopo un eccellente lavoro della lepre Judit Varga (italo-ungherese), controlla sul piede dei 68 secondi al giro e sembra avere le potenzialità per attaccare nel finale. Ma invece è lei a essere lepre e a 200 metri dal traguardo viene attaccata dalle keniote che la sverniciano.

Trionfo per Hellen Obiri che realizza un fantastico 8:20.60, settima prestazione di tutti i tempi, quinta atleta all-time. Insomma davanti a lei ora ci sono solo le cinesi del celeberrimo sangue di tartaruga della prima metà anni ’90: Junxia Wang, Yunxia Qu, Linli Zhang e Liyan Ma in quelle due famigerate gare di Pechino del 12 e 13 settembre 1993 (record del Mondo a un folle 8:06.11).

Ritornando alla Diamond League: seconda Mercy Cherono (8:21.14, personale, ottava prestazione all-time), terza Faith Kipyegon (8:23.55); sesta la Dibaba (8:26.21, personale).

 

Il debutto anticipato rispetto alla tradizionale tabella di marcia e un vento in faccia fastidioso (-0.8 m/s) non consentono a Shelly Ann Fraser-Pryce di sbalordire come ormai ci ha abituato. La campionessa di tutto vince ovviamente i 100 metri, ma in 11.13. La giamaicana riesce però a sconfiggere l’accreditata rivale Blessing Okagbare (11.18) e la connazionale Kerron Stewart (11.25).

Vale lo stesso discorso anche per i 200 metri anche se il vento soffiava solo a -0.2 m/s. Vince il giamaicano Nickel Ashmeade (20.13) davanti al connazionale Warren Weir (20.31) e all’idolo di casa Femi Ogunode (20.38).

 

Già a puntino un ottimo LaShawn Merritt. Il campione del Mondo corre il giro della morte in 44.44, eguagliando così la miglior prestazione mondiale stagionale. Lo statunitense non ha dovuto battagliare con gli attesissimi Tony McQuay (quarto, 44.92) e Luguelin Santos (quinto, 44.94). Secondo l’idolo di casa Youssef Masrahi (44.77), mentre terzo si piazza il ceco Pavel Maslak che continua la sua crescita esponenziale realizzando il nuovo record nazionale (44.79).

 

Classica giornata di gloria per Kemy Adekoya che non dimenticherà mai il 9 maggio 2014. Sì perché l’atleta del Bahrain vedrà questa data scritta accanto al nuovo Record Nazionale! L’eccellente 54.59 la spedisce in cima alle liste all-time del suo Paese e vale anche la miglior prestazione mondiale sui 400 metri ostacoli. Sconfitte sul campo campionesse di grande calibro come la giamaicana Kaliese Spencer (seconda, 55.07), la britannica Eilidh Child (terza, 55.43), la statunitense Lashinda Demus (quarta, 55.67).

 

Arriva la miglior prestazione mondiale stagionale anche dai 1500 metri, stampata dal solito immenso e sempre vincente Asbel Kiprop: 3:29.18, che è anche il record del meeting, strappato con un rush finale sul connazionale keniota Silas Kiplagat (3:29.70). Terzo Ayanleh Souleiman (3:30.16) che realizza il nuovo record nazionale del Gibuti, come l’etiope Wote Aman (3:30.86).

Anche l’iridata keniota Eunice Sum stampa la miglior prestazione mondiale stagionale sugli 800 metri (1:59.33), precedendo la statunitense Chanelle Price (1:59.75, personale) e la ceca Lenka Masna (2:00.20).

 

Altra grandissima novità della serata è il trionfo della greca Nikoleta Kyriakopoulou che riesce a conquistare il successo nel salto con l’asta (4.63) sconfiggendo le due grandi favorite della serata e medagliate olimpiche/mondiali Yarisley Silva (seconda (4.53) e una deludentissima Silke Spiegelburg (quinta 4.43) che manca il podio per il maggior numero di errori alla misura (terzo posto alla tedesca Kristina Gadschiew). Per la XX due tentativi falliti a 4.73, che avrebbero rappresentato la miglior prestazione mondiale stagionale.

Grande sorpresa anche nel salto in lungo dove sbuca fuori all’improvviso Louis Tsatoumas. Il greco stampa 8.06 (al secondo tentativo) e a nulla valgono gli assalti seguenti del favorito messicano Luis Rivera Morales (8.04) e dell’olandese Ignisius Gaisah (8.01) entrambi rimontanti alla quarta prova. Non benissimo Chris Taylor, campione olimpico del salto triplo, che si ferma al quarto posto (7.95) a un’attesa verifica del proprio stato di forma.

Compito facilissimo per un buon Piotr Malachowski. Il polacco lancia il proprio disco a 66.72 metri, rifilando tre metri e mezzo all’indiano Vikas Gowda (63.23) mentre va sotto le aspettative l’infinito Gerd Kanter (terzo 62.90).

 

Non delude mai e continua a mantenere un’imbattibilità ormai da record. Valeria Adams non conosce sconfitta dall’agosto del 2010 e anche questa volta sale sul gradino più alto del podio con un eccellente 20.20 (quarta volta in stagione oltre i venti metri), stampato subito all’inizio del concorso. Seconda la bielorussa Yuliya Leantsiuk (18.76), terza l’ungherese Anita Marton (18.32).

Sui 110m ostacoli successo per l’iridato David Oliver (13.23, eguagliato lo stagionale), che batte un gran parterre: secondo il russo Sergey Shubenkov (13.38), terzo il francese Pascal Martinot Lagarde (13.42).

Sugli 800 metri (non validi per la Diamond League) vince l’etiope Mohammed Aman (1:44.49) davanti al botswano Nijel Amos (1:44.54) e al keniota Ferguson Cheruiyot (1:44.82).

 

(foto IAAF)

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