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Cadillac Championship: assolo di Patrick Reed, Molinari chiude 25^

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Il rinnovato Trump National Doral incorona Patrick Reed, trionfatore a Miami del Cadillac Championship ($ 9.000.000), secondo torneo stagionale dei World Golf Championships. Il 23enne statunitense ha condotto la gara dall’inizio alla fine, non è parso mai in difficoltà nemmeno nei frangenti più drammatici e ha visto cedere uno dopo l’altro i suoi rivali. E’ il terzo successo in carriera per il giovane rampante, il secondo nel 2014, senza dubbio il più importante, nonché il primo nel mini-circuito dei WGC, di cui diventa il più giovane vincitore.

Reed ha messo al sicuro la vittoria all’inizio dell’ultimo round (chiuso in 71, -1), con tre birdie ed un bogey nelle prime quattro buche che hanno rafforzato la sua leadership; gli ulteriori bogey nel finale non hanno intralciato la sua marcia, conclusa con lo score di -4 (284 – 68 75 69 72). Un solo colpo di vantaggio mantenuto sui battuti di giornata, Bubba Watson (73 72 72 68) e il gallese Jamie Donaldson (74 70 71 70), secondi con -3 (285). I tre finora citati sono anche gli unici golfisti sotto Par, a testimonianza di un percorso modificato in modo tale da renderlo estremamente complicato e ricco di insidie. In quarta posizione, pari al par (288), il sudafricano Richard Sterne e Dustin Johnson, davanti a Bill Haas e a Thongchai Jaidee e a Stephen Gallacher (289, +1), questi ultimi autori di rimonte rispettivamente di 22 e 15 posizioni. Ne ha scalate 28, per poi concludere in nona posizione (290, +2), Charl Schwartzel, alla pari con Graeme McDowell, Hunter Mahan e Jason Dufner, con i due americani crollati con un +4 dalla seconda posizione.

Ci si attendeva un inserimento nella lotta al titolo anche da parte di Tiger Woods, ma il n°1 al mondo ha completamente steccato l’ultimo round complice anche delle condizioni fisiche probabilmente non perfette, per un pesante 78 (+6), con cui è sceso dalla 4a alla 25esima posizione (293, +5). Stesso score finale di un buon Francesco Molinari (68 75 76 73), senza acuti nelle 18 buche conclusive, chiuse con un modesto 73 (+1) frutto di quattro bogey ed un birdie. Il torinese può essere soddisfatto a metà dei suoi quattro giorni di gara, durante cui ha soltanto potuto cullare dei sogni di vittoria.

Saluta il Blue Monster come peggio non potrebbe Matteo Manassero, disastroso nel suo 79 (+7) di giornata. Un torneo, nel suo complesso, da archiviare il prima possibile per il veronese, mai a suo agio sul campo di Miami e inevitabilmente affondato in classifica, dove bisogna scorrere fino alle ultime posizioni per trovare il suo nome; i sei bogey, il doppio bogey e il birdie odierno lo pongono al 60° posto, con lo spropositato score di +17 (305 – 76 76 74 79). Un punteggio che parla da solo.

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daniele.pansardi@olimpiazzurra.com 

Foto: trumphotelcollection.com

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