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NBA: la miglior stagione di sempre per il Beli, per il Mago un silenzio che preoccupa

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Ieri notte è andato in scena l’unico “derby italiano” che si può disputare ancora in NBA. Infatti nella sfida tra San Antonio Spurs e Detroit Pistons si sono trovati di fronte Marco Belinelli e Gigi Datome. Come era prevedibile il primo ha svolto un ruolo da protagonista, mentre per il secondo c’è stato davvero poco spazio e solo qualche minuti finale.

Un momento davvero magico quello che sta vivendo il bolognese, che dopo la storica vittoria nella gara da tre punti dell’All Star Game, ha continuto a cavalcare le ali dell’entusiasmo diventando un’assoluta stella all’interno del roster degli Spurs. Pensare che ad inizio anno si nutivano molti dubbi sulle possibilità del Beli, che poteva rimanere oscurato dai vari Green e Leonard, ed invece la guardia azzurra ha saputo lavorare duro e si è ormai ritagliato un posto nel quintetto titolare. A San Antonio Marco è diventato un tiratore straordinario, non che prima non lo fosse, ma le cifre parlano per lui: 45,3% dall’arco dei tre punti e addirittura 50,3% al tiro, media di un canestro ogni due tiri. Numeri davvero straordinari per il ragazzo nato a San Giovanni in Persiceto e che potrebbe realmente essere il primo giocatore italiano a giocare le Finals NBA.

Questo è il reale obiettivo di Marco e dei suoi compagni di squadra, che sono ancora in lotta con Oklahoma per aver il miglior record ad Ovest (Thunder lontani una partita e mezza). La vittoria di ieri contro i Pistons serve a cancellare il brutto passo falso nel derby texano con Phoenix. Nel 120-110 finale Belinelli ha messo a referto 20 punti, impeccabile dai tre punti con 4/4. Dopo l’All Star Game, il bolognese ha sempre superato quota quindici punti, tranne proprio nella sfida con i Suns, dove ha tirato male segnando solo dieci punti.

In stagione la media punti è di 11,7 e solamente nel suo secondo anno a New Orleans aveva un statistica migliore (11,8), ma questa resta senza dubbio la miglior stagione della carriera americana di Marco, perchè vissuta da protagonista e con una squadra che lotta per il titolo.

Completamente diverso il momento che sta vivendo Gigi Datome, che nonostante il cambio di allenatore a Detroit non riesce a trovare spazio, se non nei momenti di garbage time. I tredici punti segnati con Cleveland a dicembre restano un ricordo, visto che da quel momento il sardo non ha più superato quota cinque punti, restando più volte anche in panchina per tutto il tempo.

La stagione, invece degli altri due “americani d’Italia” è praticamente finita. Danilo Gallinari è stato nuovamente operato al ginocchiio e tornerà probabilmente il prossimo ottobre, mentre sulle condizioni di Andrea Bargnani c’è ancora un silenzio assordante che non lascia intendere nulla di buono. Il Mago è fuori a tempo indeterminato per un terribile strappo al gomito che ha completamente lacerato il tutto. Per fortuna è stata esclusa l’operaizone che lo avrebbe tenuto fuori un anno, ma i tempi di recupero sono ancora molto lunghi e intanto sia New York che Denver vedono lontanissime la zona playoff.

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