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Giochi del Mediterraneo 2013: Italia, a Mersin un trionfo reale?

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A ciascuno il suo verrebbe da dire pensando in termini cinematografici: gli anni pre o post olimpici regalano sempre nel calendario sportivo internazionale eventi importanti dal punto di vista numerico per il quantitativo di discipline, Stati ed atleti impegnati, ma dal minore impatto in termini agonistici.

Tra i Giochi Panamericani, gli Asiatici, del Commonwealth, della Francofonia o del Mediterraneo c’è sempre un tripudio di medaglie che spesso però favoriscono poche nazioni “capi bastone” in queste manifestazioni.

Anche la rassegna mediterranea 2013 di Mersin non è sfuggita a questo rituale: la solita (per carità ben accetta)  valanga di medaglie in favore dell’Italia ed il vuoto alle nostre spalle nel medagliere finale.

Nonostante alcuni flop colossali (su tutti spiccano negli sport di squadra calcio e basket che hanno chiuso addirittura agli ultimi posti ndr) non si può certo considerare un banco di prova significativo per lo sport del Belpaese l’esito dei Giochi del Mediterraneo 2013: in molti casi infatti la consistenza degli avversari era alquanto modesta. La Francia, unica vera avversaria temibile, da tempo ha snobbato la manifestazione puntando tutto (magari anche per questione d’orgoglio) sui Giochi della Francofonia: andando per esclusione, l’unico Stato che ha cercato minimamente di contrastare l’egemonia tricolore è stata la Turchia, favorita anche dal ruolo di Paese organizzatore.

Diversi però gli spunti positivi dai quali ripartire: in primis Vanessa Ferrari, che diventa l’azzurra con più medaglie d’oro nella storia dei Giochi del Mediterraneo con i suoi 8 trionfi. Diverse anche le conferme: Cammarelle nel pugilato, Cicolari-Menegatti nel beach volley, Campriani, Pellielo, il “bancomat” della scherma e quello da rinvigorire del nuoto, la pallamano che fa sperare in ottica futura.

Va detto comunque che a Mersin, al di là dei numeri finali, il trionfo azzurro c’è stato e come: 62 medaglie di vantaggio sulla seconda nel medagliere e 24 ori di distacco sulla seconda classificata, evento che non si verificava da Latakia 1987 e sempre con l’Italia in vantaggio. Da quattro edizioni c’è inoltre un costante aumento del numero di ori conquistati: numeri che fanno del nostro movimento sportivo quello “principe” nell’area mediterranea e che conferma anche gli ottimi risultati (visti i tempi che corrono in ambito di investimenti economici) dei nostri atleti alle scorse Olimpiadi.

Sono orgoglioso di quest’Italia. A Mersin abbiamo dato una prova di grande forza, ma anche di capacità, impegno e concentrazione. Non mi riferisco soltanto alle medaglie ma anche alle prestazioni individuali che per molti hanno rappresentato primati personali – ha affermato il presidente del Coni Malagò –  Complimenti a tutti e che questa manifestazione sia il degno inizio di un quadriennio che ci porterà a Rio 2016″. L’auspicio finale è quello che effettivamente ci si augura avvenga, anche se il segnale avuto dalle dimissioni del Ministro dello Sport Josefa Idem (a prescindere dalle motivazioni e dal carattere politico della cosa ndr) è un brutto colpo in ottica di programmazione futura.

gianluigi.noviello@olimpiazzurra.com

Twitter: @Giannoviello

 

 

 

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