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Scherma: il punto sul week-end appena concluso

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Un altro intenso week-end di scherma si è appena concluso e anche questa volta siamo qui a raccontare di vittorie e medaglie che i nostri atelti portano a casa dai loro viaggi agonistici. Anche se purtroppo c’è da registrare qualche nota dolente, una in particolare: Andrea Cassarà, il leader assoluto del ranking di fioretto maschile si è infatti infortunato alla caviglia nel corso del match dei quarti di finale che fino a quel momento stava brillantemente conducendo per 5-1 ai danni del russo Akhmatkhuzin. Un brutto colpo per la nazionale italiana, che rischia di dover fare a meno del bresciano per i prossimi Europei, anche se fortunatamente Cipressa può contare su una certa abbondanza di talenti affinché la sua assenza non pesi poi più di tanto; oltre ovviamente sugli altre tre ragazzi medagliati a Londra, i quali dal canto loro, perlomeno Baldini e Aspromonte, sono incappati in una giornata storta uscendo rispettivamente al tabellone dei 64 e dei 32. Giorgio Avola ha concluso al nono posto, in una gara che ha visto vincere il russo Cheremisinov davanti all’americano Meinhardt, all’altro russo Akhmatkhuzin e al francese Mertine. Essendo GP Fie, la gara di Tokyo non prevedeva prova a squadre Sul fronte femminile, Arianna Errigo è stata la macchia d’azzurro in un podio tutto russo, con Korobeynikova, Yakovleva e Deriglazova che hanno monopolizzato in quest’ordine il podio di Shanghai: la Korobeynikova in particolare è stata l’autentica ammazza-italiane, eliminando Elisa Di Francisca per 15-8 ai quarti di finale e quindi relegando al terzo posto Arianna Errigo dopo averla battuta 15-7. Nella prova a squadre, niente manita di vittorie ma solo (si fa per dire) un terzo posto per le nostre, sconfitte all’ultima stoccata dalla Corea in semifinale (con quest’ultima poi travolta dalla Francia nella finalissima) prima di vincere la finalina per il bronzo con lo stesso punteggio ai danni della Germania: a comporre il quartetto azzurro c’erano Elisa Di Francisca, Arianna Errigo, Benedetta Durando e la confermata, dopo la vittoriosa gara di Torino, Carolina Erba. Il dominio della Russia, che fra donne e uomini ha piazzato ben cinque atleti sul podio con due medaglie d’oro, è il leit motiv di questo secondo week-end asiatico di fioretto: segno tangibile che il lavoro di Cerioni comincia a vedersi e a dare i propri frutti.

Arriva da Parigi l’unica medaglia d’oro del fine settimana ed è una vittoria carica di significato, perchè a conquistarla sono i ragazzi della spada nella prova a squadre, perchè Paolo Pizzo torna finalmente a riassaporare la gioia di una vittoria alla sua prima stagionale nella squadra azzurra dal suo rientro dopo l’infortunio; perchè è la prova che il team italiano è uno dei più forti in circolazione al mondo, ancora di più ora che può tornare a contare su Matteo Tagliariol e Paolo Pizzo tornati al loro livello, oltre che sul talento puro di Enrico Garozzo e l’esperienza di Diego Confalonieri. Inoltre la prova individuale ha messo in luce un ottimo Gabriele Bino, la cui corsa si è arrestata solo al cospetto dell’estone Novosjolov nell’assalto valido per l’ingresso in semifinale.

A Chicago erano di scena tanto i ragazzi quanto le ragazze della sciabola. Molti i temi legati a questa trasferta in casa di Mariel Zagunis (clamorosamente rimasta ai piedi del podio assieme a Olga Kharlan nella prova individuale, ma rifattasi nella prova a squadre), a partire dal ritorno in pedana di Aldo Montano e di Alessandra Lucchino. La gara del livornese è durata lo spazio di due assalti del girone di qualificazione, prima di un ritiro precauzionale, mentre la sciabolatrice calabrese è arrivata vicina alla qualificazione nel tabellone delle 64, venendo eliminata nell’assalto decisivo per entrarvici. Venendo ai contenuti della gara, i ragazzi tornano da Chicago con il bronzo (il secondo stagionale dopo quello di Plovdiv) conquistato da Samele e con la conferma ad alti livelli di Berrè e Nuccio, ancora negli otto. Ka gara ha visto un dominio della squadra tedesca, con Szabo vincitore e Wagner terzo con Samele, a conferma che i teutonici nella sciabola maschile sono una vera e propria potenza, con tanti giovani talentuosi che a Porec si sono messi in mostra nella vetrina mondiale riservata a cadetti e Under 20.  Nella prova a squadre, come coronamento di un bel week-end, è arrivato uno splendido argento, con la vittoria che ha arriso alla russia. Per quanto riguarda il settore femminile, detto di Alessandra Lucchino, da segnalare la precoce eliminazione di Martina Petraglia (che si è fermata all’ultimo assalto valido per le qualificazioni al tabellone principale) e la nona posizione di Irene Vecchi, la migliore delle nostre, trovatasi a fronteggiare un nugolo di coreane e fermatasi nel tabellone delle 16 proprio per mano di una di esse, Rajin Lee. Quarto posto invece per il quartetto azzurro nella prova a squadre: anche qui fatale la sconfitta con la Russia, 45-38 il punteggio per la compagine capitanata da Irene Vecchi e composta da Rossella Gregorio, Lucrezia Sinigaglia e Livia Stagni, preferita a Martina Petraglia.

photo: Federation Française d’Escrime

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