Ciclismo

Milano-Sanremo: Ciolek vincente in una pazza Classicissima

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Una pazza Milano-Sanremo. Partita alle 10 da Milano, conclusasi solo alle 18 sul lungomare Calvino nella città dei fiori. Nel mezzo tanto, tantissimo fredo. Acqua, freddo, neve. Corridori stremati già dopo le prime fasi di gara a causa delle condizioni meteorologiche. Mentre i corridori sono ancora in corsa, la decisione di non transitare sul Passo del Turchino a causa proprio della neve. Gli atleti si fermano, si riparte, alle 15. Finalmente gara. Una bella gara. E alla fine, un unico vincitore: Gerald Ciolek. 

Pochi chilometri dopo la prima partenza, nasce subito una fuga importante, composta da sei uomini: Lastras (Movistar), Belkov (Katusha), Montaguti (Ag2r), Bak (Lotto Belisol) e Fortin (Bardiani Csf). Il vantaggio sale velocemente, sotto il controllo del gruppo. L’annuncio del taglio del Turchino, però, agita la corsa e da dietro il ritmo si fa elevato: alla ‘pausa’ di Ovada, il gap è di 7’10”. Con i pullman la carovana si sposta verso la nuova partenza.

Anche mentre il gruppo è fermo, però, il percorso cambia nuovamente: ad essere escluse dalla corsa sono le Manie, forse la salita che più poteva permettere di fare selezione. Gli ultimi 126 chilometri, da Cogoleto, vengono corsi a tutta e sono molti atleti a farne le spese, tra freddo, pause e fatiche nervose si ritirano in molti. Tra i nomi più importanti quello di Tom Boonen, già quando la corsa era stata interrotta, e l’australiano Matthew Goss, uno dei favoriti. Il ritardo nei confronti dei fuggitivi per il plotone, procedendo verso Sanremo, cala sempre più e, dopo altri abbandoni, il ricongiungimento avviene a 30km dalla conclusione, quando scatta la bagarre tra i big.

Sulla Cipressa ci provano Malori e Rabottini, mentre a farne le spese sono Gerrans, Greipel e Boasson-Hagen, che aveva messo a tirare la sua squadra. In discesa allunga Philippe Gilbert, con la maglia di Campione del mondo. Si crea un gruppetto, che comprende quasi tutti i migliori. Su un contrattacco si staccano in tre: Sylvain Chavanel, Ian Stannard e Vorganov. Sfruttando anche un rallentamento degli inseguitori, il loro vantaggio sale e arriva anche a sfiorare i 30”. Sul Poggio, però, il ritmo della Cannondale assottiglia questo gap fino all’attacco di Luca Paolini: dietro di lui si muovono i big, con Cancellara, Sagan, Pozzato e Ciolek. Quello che fatica di più è Pozzato che perde qualche metro prima dello scollinamento, per venire poi riassorbito dal gruppo.

Nella picchiata verso Sanremo è Sagan a condurre l’inseguimento, mangiando, metro dopo metro, quel margine che avevano ancora Stannard e Chavanel. Gli ultimi chilometri sono ricchi di piccoli allunghi, nessuno veramente decisivo. Ai 250 metri, Sagan risponde a Chavanel in volata. Alle spalle dello slovacco, però, spunta Ciolek che taglia per primo il traguardo, precedendo proprio Sagan e un Cancellara forse troppo remissivo nel finale. Migliore degli italiani Luca Paolini, quinto.

I complimenti vanno, oltre che a Ciolek, alla sua squadra. La sudafricana MTN Qhubeka ha infatti conquistato una Classica Monumento alla sua prima partecipazione assoluta in queste corse. Il progetto, per il futuro, è sicuramente interessante e i risultati ci sono già adesso. Non si possono dimenticare i corridori, quelli che non han vinto, ma che hanno faticato, hanno lottato sotto le intemperie del meteo e del clima, freddissimo per essere oltre la metà di marzo. I complimenti vanno anche all’organizzazione, che ha salvato una situazione difficilissima, facendoci godere di una bella gara fino alla conclusione.

gianluca.santo@olimpiazzurra.com

 

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