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Addio Lotta dalle Olimpiadi 2020, anche l’Italia dice no

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La decisione del CIO di escludere la lotta dal programma olimpico dal 2020 continua a lasciare uno strascico di critiche da parte dei maggiori esponenti della lotta mondiale. Anche il nostro presidente federale, Matteo Pellicone, che si trova a Phuket (Thailandia) per i lavori del Bureau della FILA di cui è Vice Presidente, ha voluto commentare in questo modo questa notizia:

“Nell’apprendere la decisione della   Commissione Esecutiva del CIO la mia prima reazione è stata d’ incredulità. Ora sono sbalordito ed indignato. Ritengo inconcepibile che possa venir cancellato dal programma  uno degli sport fondamentali dei Giochi Olimpici. La Lotta è, dopo la corsa atletica, la più antica disciplina delle Olimpiadi ed è stata sempre presente dal 708 avanti Cristo sino ai giorni nostri. Nei Giochi dell’era moderna fu introdotta dallo stesso Barone Pierre de Coubertin. Sopprimere la Lotta significa svilire la valenza della stessa Olimpiade, cancellare la Storia, mortificare lo Sport”.
“ Mi auguro che nella prossima riunione dell’Esecutivo a San Pietroburgo vengano adeguatamente rivalutati i valori del nostro Sport.  La sede è la più adatta ed il Comitato Olimpico Russo, che ospita i lavori, potrà opportunamente ricordare le sue 48 medaglie olimpiche, vinte dal 1996 ad oggi. Per quanto mi riguarda mi batterò con tutte le forze per porre riparo a quella che ritengo una imperdonabile ingiustizia. Trovo però mortificante dover elemosinare un posto “complementare” nel panorama olimpico. Non so spiegarmi in base a quali criteri la Lotta sia stata classificata all’ultimo posto in una graduatoria fra Federazioni Internazionali. Non voglio essere indotto a mia volta a fare calcoli numerici ma so che la nostra posizione è sicuramente nel gruppo di testa per ragioni storiche, tecniche, agonistiche. Stiamo parlando della Lotta, praticata in 180 Nazioni di tutti i Continenti, in cui eccellono le grandi potenze dello sport mondiale dagli USA all’URSS dei tempi andati, dal Giappone alla maggioranza dell’Europa;  che  è sport nazionale in Paesi come la Turchia (peraltro fra le tre aspiranti ad ospitare i Giochi del 2020) e tutte le rappresentative  del vicino oriente, soprattutto caucasiche“.
Mi sembrerebbe assurdo, arrivati a questo punto, parlare ancora di spirito olimpico, visto che si propone di cancellare la Storia e la Geografia: auspico soltanto che l’Esecutivo di maggio e la Sessione del CIO di settembre servano a ridonarci la  dignità ed il ruolo che meritiamo”.

 

si ringrazia il sito della fijlkam per la collaborazione

andrea.ziglio@olimpiazzurra.com

foto tratta da nikonclub.it

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