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Juventus a lezione di calcio europeo, Palacio campione vero

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Settimana negativa per le italiane impegnate in Europa, con un magro bottino di un solo successo, due pareggi e ben tre sconfitte.

La Juventus, micidiale in campionato, non va oltre l’1-1 sul campo dei danesi del Nordsjaelland, rischiando addirittura di perdere e compromettendo (comunque non definitivamente) il passaggio del turno. Nella fredda regione scandinava, infatti, i bianconeri subiscono una lezione di calcio europeo che tornerà utile in futuro: contro compagini che giocano palla a terra, Pirlo e compagni fanno ancora fatica. Emblematici i novanta minuti di martedì, durante i quali i padroni di casa passano in vantaggio con una punizione spettacolare di Beckmann e per poco non centrano i tre punti, prima del gol del definitivo pareggio di Mirko Vucinic all’85’. Adesso bisognerà vincere per forza al ritorno e poi tentare il colpaccio o in casa contro il Chelsea oppure nell’ultima giornata a Donetsk, per non trasformare il ritorno nell’Europa che conta in una debacle clamorosa.

Cade invece a Malaga il Milan, al terzo ko in altrettanti incontri di fila dopo quelli con Inter e Lazio. Alla ‘Rosaleda’ Massimiliano Allegri rivoluziona la squadra, passando ad una difesa a 3 (sulla carta, ma in pratica a 5) e abbassando drasticamente il baricentro, per raggiungere almeno il pareggio. Risultato: rossoneri mai incisivi, con all’attivo appena tre tiri in porta e per di più sconfitti da una rete a metà ripresa di Joaquin, che grazie alla complicità di uno sbadato Acerbi dimentica il rigore fallito a fine primo tempo e lancia gli andalusi al primo posto solitario a punteggio pieno. Adesso il futuro del tecnico livornese è appeso ad un filo dai colori rossoblù, perdere sabato sera in casa con il Genoa, infatti, vorrà dire esonero sicuro. L’unico a salvarsi, ancora una volta, è Stephan El Shaarawy, mentre Riccardo Montolivo sembra potersi risollevare dopo un deludente avvio di stagione alla ricerca della corretta posizione in campo.

L’unico successo “azzurro” porta la firma dell’Inter di Andrea Stramaccioni, che supera a San Siro il Partizan Belgrado grazie ad una rete di Rodrigo Palacio allo scadere. Fondamentale, al fine del risultato finale, un miracolo di Samir Handanovic un minuto prima del gol vittoria dell’argentino, tornato dall’infortunio subito ai livelli degli ultimi anni. L’ex genoano, infatti, è il perfetto esempio del leader silenzioso che manca a parecchie compagini: qualità e quantità allo stesso tempo, poche parole e tantissimi fatti. A tu per tu con l’estremo difensore avversario è rarissimo vederlo fallire, e dopo la magia con il Catania si ripete questa sera regalando ai nerazzurri tre punti che pesano come macigni in ottica passaggio del turno.

Solo 1-1, invece, per la Lazio sul campo del Panathinaikos. Ai biancocelesti, apparsi meno lucidi rispetto alla partita di sabato contro il Milan, non basta una tragicomica autorete per sbancare la capitale greca, perchè sono ripresi da Toché all’89’. Tuttavia, si tratta di un risultato positivo, considerata la situazione del girone e il massiccio turn-over operato da Petkovic. Adesso però guai a fallire nel ritorno.

Pesantissime sconfitte esterne, entrambe per 3-1, per Napoli e Udinese. I partenopei escono con le ossa rotte dall’incontro contro i modesti ucraini del Dnipro, mostrando ancora una volta l’incapacità di vincere con una formazione ampiamente rimaneggiata dal tecnico Walter Mazzarri. Purtroppo, negli ultimi anni, l’Europa League (e prima ancora anche la Coppa Uefa) viene drammaticamente snobbata dai club italiani, che pensano solo a se stessi e rovinano l’intero sistema del Bel Paese, facendo crollare il ranking e vivendo come dei pesi le lunghe trasferte in lontani paesi esteri nei quali, invece, il valore del calcio è ancora respirato in quanto puro in tutte le sue sfaccettature. Stesso discorso per l’Udinese, non brillantissima in questa stagione e superata dallo Young Boys grazie ad una tripletta di Bobadilla. Una rete di Coda non basta ai friulani, che dopo l’impresa di Anfield e il sofferto 1-1 contro l’Anzhi si arenano contro l’avversaria sulla carta meno quotata del girone e ora sono attesi da tre gare di fuoco per continuare ad alimentare il sogno europeo in vista della finalissima del prossimo maggio ad Amsterdam.

 

francesco.caligaris@olimpiazzurra.com

Twitter: @FCaligaris

Foto da: mediotiempo.com

 

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