Elena Bertocchi in esclusiva: “Obiettivo Mondiali Juniores, poi Rio”

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Il mondo dei tuffi italiano può sorridere. Non si vive, infatti, di sola Cagnotto, perché alle spalle della tanto fenomenale quanto sfortunata Tania c’è un vivaio di giovani atleti pronti ad esplodere in vista delle Olimpiadi di Rio 2016. Elena Bertocchi è una di questi: nemmeno maggiorenne (compirà 18 anni fra pochi giorni), vanta già parecchie affermazioni in campo nazionale ed europeo, come per esempio lo splendido oro di quest’estate nella categoria Juniores a Graz dal trampolino 1 metro.

 

 

Ciao Elena, innanzitutto complimenti per la tua giovane ma già importante carriera. Che voto daresti a tutto quello che hai conquistato finora?

“Grazie per tutti questi complimenti, il voto che riesco a darmi è un 7. Dovrò lavorare molto per raggiungere voti più alti con tuffi più difficili ed avvicinarmi così ai livelli delle grandi come Tania”.

 

Ovviamente, però, il meglio deve ancora venire. Obiettivi per il futuro prossimo? E per quello a lungo termine? Pensi già ai Giochi di Rio?

“Ora sto pensando solo ai Mondiali Giovanili che si svolgeranno in Australia ad Adelaide in ottobre e il mio obiettivo è quello di riuscire ad ottenere una medaglia anche se so che sarà molto difficile. Per quest’anno dovrò impegnarmi al massimo anche a scuola per l’ultimo anno del liceo scientifico, nonostante ciò darò il massimo per ottenere buoni risultati e gettare le basi in vista di una preparazione più mirata per i Giochi di Rio 2016”.

 

Ultimamente, il panorama dei tuffi azzurro vanta poche gioie a livello internazionale, basti pensare alle due grandi delusioni delle ultime Olimpiadi. È un mondo in declino o è già pronto un ricambio generazionale?

“Non è assolutamente un mondo in declino, c’è spazio per tutti, il problema è avere a disposizione delle strutture a livello nazionale e locale che nel nostro Paese mancano, mentre sono presenti in altre nazioni anche a livello europeo. I nostri allenatori sono molto validi e secondo me si stanno preparando le nuove leve. I cinesi rimangono comunque sempre dei mostri”.

 

Qual è il tuo ricordo più bello da quando pratichi i tuffi?

“Il momento più bello è quello legato alle due medaglie vinte la prima volta agli Europei giovanili di Budapest 2009. Inoltre ricordo sempre con gioia l’emozione che condivido con il mio allenatore al momento delle vittorie. Allenatore con il quale condivido tutte le mie fatiche,speranze e vittorie. Non mi posso neppure dimenticare l’emozione di quando sono stata chiamata a partecipare ad un concorso per entrare come Caporale Atleta nell’Esercito Italiano: questo mi ha permesso di lavorare meglio per i miei obiettivi”.

 

Quando e come ti sei affacciata a questo sport?

“All’età di 5 anni praticavo nuoto in Canottieri Milano, il mio istruttore mi ha notata perchè alla fine dell’ora di corso nel tuffo centravo il salvagente in acqua. Mi ha portato dall’allenatore di tuffi Dario Scola e da quel momento ho iniziato ad allenarmi con lui”.

 

Pensi che le piscine diano ai bambini spazio ai tuffi come al nuoto o la vostra è una realtà ancora poco ‘aperta’ dal punto di vista dell’attività giovanile?

“Purtroppo lo spazio riservato ai tuffi è minore rispetto a quello del nuoto perchè noi necessitiamo piscine con il castello dei tuffi che molto spesso non è presente nei centri sportivi”.

 

francesco.caligaris@olimpiazzurra.com

Twitter: @FCaligaris

Nella foto Elena insieme al suo tecnico Dario Scola dopo l’oro agli Europei Juniores 2012 di Graz (Austria)

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