Superbike, Lorenzo Savadori: “Pronto per Assen, non vedo l’ora di risalire in moto! E per il titolo WSBK 2017 vedo favorito…”

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ESCLUSIVA OA SPORT – Lorenzo Savadori è uno dei cinque piloti “italici” impegnati nel Mondiale Superbike 2017 (sei, se si considera anche Raffaele De Rosa, mai in pista fin qui, ma già ufficializzato dal team Althea al posto dell’infortunato Reiterberger, ndr). Il 24enne cesenate del team Milwaukee Aprilia non ha vissuto sinora una stagione esaltante, complice anche la brutta botta subita in Thailandia, in occasione di gara-2 del secondo appuntamento iridato. Tuttavia, Lorenzo è prontissimo a rientrare ad Assen, fra una settimana, proprio lì dove l’anno scorso sfiorò il primo podio in WSBK della sua carriera nel favoloso universo delle derivate di serie. Lo abbiamo intervistato, tra i ricordi delle sue esperienze trascorse nel Motomondiale e in Superstock (Campione del Mondo nel 2015!) e le speranze sul futuro prossimo, senza dimenticare di chiedergli un pronostico su come finirà il duello Rea-Ducati tuttora in atto… Buona lettura e in bocca al lupo, Sava!

Ciao Lorenzo, innanzitutto come stai? E’ trascorso poco più di un mese dal brutto high-side di Burinam: pronto al ritorno in pista ad Assen?

“Ciao! Io sto bene, mi sento bene e sono pronto per il rientro ad Assen. Non vedo l’ora di provare a risalire in moto, ho voglia di girare…!”.

Assen, globalmente riconosciuta come l’Università delle due ruote… Riusciresti a spiegare ai nostri lettori appassionati di Motorsport cosa si prova quando si corre sullo storico circuito olandese? Quali sono le caratteristiche che lo rendono così “accademico”…?

“Assen è una pista molto bella che io ho provato solo nella sua ultima ‘versione’. Ci sono parti veloci alternate a parti lente, staccate forti e staccate un po’ più dolci, curvoni da percorrenza e curvoni lenti. Però l’aspetto tecnico che più la caratterizza è l’ultima chicane che sembra semplice e invece è veramente molto complessa, difficile da fare… Se riesci a superarla bene, puoi fare davvero la differenza lì, è il punto-chiave di tutta la pista!”.

Una volta ri-raggiunta la piena forma fisica, quali sono gli obiettivi che intendi raggiungere in questo Mondiale? L’anno scorso hai sfiorato il tuo primo podio nel WSBK in più di un’occasione e proprio ad Assen arrivasti quarto dopo una gara-2 strepitosa…

“L’obiettivo è ovviamente cercare di stare sempre nelle posizioni che contano, in quelle di vertice. Non è semplice, ci stiamo lavorando tutti assieme in Aprila – Team Milwaukee, però le potenzialità ci sono tutte e gli obiettivi rimangono quelli fissati ad inizio anno”.

Cosa pensi del ritiro (temporaneo?) dal mondo delle derivate di serie del ventitreenne tedesco Markus Reiterberger? Sinceramente, è stata una notizia che ha turbato non poco gli appassionati…

“Chiaramente mi dispiace, io con Markus ho corso la ‘Red Bull Rookies Cup’ nel 2007 e lo conosco da allora. Mi dispiace davvero, spero di ritrovarlo presto in pista…”.

Hai bazzicato il Motomondiale, giovanissimo, dal 2008 al 2010, con poche soddisfazioni all’attivo… Come giudichi quella tua esperienza in 125cc? Ti ha fatto crescere?

“L’esperienza in 125cc mi ha fatto assolutamente crescere, io ho vinto il Campionato Europeo e quello Italiano nel 2008 e poi sono passato al Motomondiale in pianta stabile nel 2009-2010. Non sono stati anni semplici, sono cresciuto tanto ed ero molto alto rispetto alla moto, perché la 125cc è una moto piccola e facevo proprio fatica a starci sopra. Mi è servita tanto come esperienza (perché tutto serve), però adesso sono felicissimo di essere arrivato su delle moto che sprigionano tanta potenza…!”.

La tua carriera è stata fin qui quasi sempre associata all’Aprilia. Ma cosa ti lega veramente alla Casa di Noale? Sembrate fatti l’uno per l’altra…

“Beh, sì, effettivamente i traguardi più belli e importanti sono stati raggiunti tutti con l’Aprilia. Sono onorato di far parte di questo Gruppo, anche perché da piccolo mi divertivo a giocare con gli scooter della Piaggio e ho sempre amato questo marchio!”.

Se puoi, prova a descriverci le emozioni vissute dopo la vittoria in Superstock 1000, nel 2015, ad appena 22 anni…

“E’ stata un’emozione unica… Sono cose che ho realizzato un pochino dopo e non quando ho tagliato il traguardo di Magny-Cours. E’ stata la ciliegina sulla torta di una stagione molto positiva, quasi perfetta: sempre a podio, vincendo quattro gare su otto, con il secondo posto come ‘peggior risultato’…! Un premio non solo per me, ma anche per tutti gli uomini che hanno dato il massimo accanto a me: ingegneri Aprilia, il team e le persone che mi sono state dietro. Sono cambiate tante cose dopo quella vittoria. Davvero un’emozione unica!”.

Chiudiamo con uno sguardo verso chi si sta giocando in questo momento la leadership del Campionato… Kawasaki VS Ducati: la spunterà ancora una volta King Rea o il tandem “Rosso” Davies-Melandri può davvero insidiare il formidabile nordirlandese?

“Sinceramente, credo che Rea sia ancora l’uomo da battere. Al momento, vedo le Ducati dietro il nordirlandese della Kawasaki, che potrebbe vincere il suo terzo titolo iridato consecutivo…”.

giuseppe.urbano@oasport.it

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Foto: archivio privato Lorenzo Savadori

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