F1, Mondiale 2017: il campionato è equilibratissimo, l’affidabilità risulterà cruciale. Uno “zero” in classifica potrebbe costare caro

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Il Mondiale di Formula Uno 2017, anche se sono state disputate appena tre gare, sta facendo emergere un aspetto che, negli ultimi anni, aveva inciso in maniera minore: l’affidabilità. I ritiri, infatti, sono aumentati in maniera sensibile, soprattutto nei piani bassi della classifica. Un segnale inequivocabile: se si vogliono raggiungere i propri obiettivi, in primis il titolo, non si dovranno concedere “zero lungo il corso del campionato.

Un trend confermato anche dai numeri. Nei primi tre GP dell’anno sono già avvenuti 17 ritiri, un numero elevato se rapportato, per esempio, alla passata stagione. Per raggiungere tale cifra, infatti, fu necessario arrivare al GP di Monaco, con il GP di Cina che, addirittura, vide tutte le vetture giungere al traguardo.

Una inversione di tendenza che ha alcune spiegazioni. In primo luogo le scuderie hanno dovuto affrontare una vera e propria rivoluzione tecnica e, soprattutto a livello di Power Unit, hanno dovuto forzare. Le rotture dei motori (anche durante le prove libere) sono numerose e, come dimostrano alcune scuderie, a volte non è facile nemmeno prendere parte alle gare.

In ottica titolo, dunque, questo aspetto sarà di capitale importanza. Chiudere anzitempo una gara, per motivi tecnici o incidenti, rischia di diventare molto complicato da recuperare. Concludere con zero punti un Gran Premio, mentre il rivale diretto ne conquista 25, può essere una mazzata non di poco conto. Soprattutto per un motivo. Al momento, ad esempio, Ferrari e Mercedes monopolizzano le prime posizioni e non è facile trovare altri piloti o scuderie che possono frapporsi in questo duello, per far perdere punti ai rivali. C’è troppa differenza di valori tra le prime due e tutti gli altri.

Se, quindi, Ferrari e Mercedes vorranno vincere il titolo dovranno fermarsi il meno possibile. L’anno scorso, ad esempio, senza contare l’incidente al via di Barcellona che fece fuori entrambe le “Frecce d’argento”, ci fu un solo ritiro per motivi tecnici per una W07, con Lewis Hamilton, a Sepang. Le Ferrari, dal canto suo, vide quattro stop per Kimi Raikkonen, e tre per Sebastian Vettel. La maggior parte di questi furono incidenti, per cui un aspetto da non ripetere in questa stagione.

La Mercedes negli ultimi quattro campionati ha messo in mostra una solidità quasi impareggiabile (con appena 7 ritiri in 42 GP). Starà alla Ferrari rispondere presente. Senza noie meccaniche (il doppio stop nelle libere di venerdì non può certo far dormire sonni tranquilli) né incidenti al via. Molto del Mondiale 2017 ruoterà attorno a questo, dato che le prestazioni, al momento, puntano sulla scuderia di Maranello. Vedremo già dal GP di Russia di Sochi (dove un anno fa Sebastian Vettel fu fatto fuori al via da Daniil Kvyat) se lo scontro al vertice vedrà ancora i protagonisti completare un weekend senza problemi.

Alessandro.passanti@oasport.it

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