Tirreno-Adriatico 2017: Nairo Quintana stacca tutti sul Terminillo! Staccatissimi Nibali e Aru

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Nairo Quintana ha vinto la tappa regina della Tirreno-Adriatico 2017, 171 km da Montalto di Castro al Terminillo, arrivo in salita che ha rivoluzionato la classifica. Il fuoriclasse colombiano ha fatto la differenza con due scatti perentori nel finale, mentre sono naufragati Vincenzo Nibali e, soprattutto, Fabio Aru.

Nelle battute iniziali si forma la consueta fuga di giornata, composta da sei corridori: gli italiani Davide Ballerini (Androni – Sidermec), Mirco Maestri (Bardiani – CSF) ed Alan Marangoni (NIPPO – Fantini), il russo Matvey Mamykin (Katusha – Alpecin), lo sloveno Marko Kump (UAE Fly Emirates) ed il francese Romain Gioux (Team Novo Nordisk). Il vantaggio dei fuggitivi ha raggiunto un massimo di 11 minuti a 100 km dal traguardo.

Ai -80 km il vantaggio inizia ad assottigliarsi sotto l’impulso della FJD del francese Thibaut Pinot e della Bmc del leader australiano Rohan Dennis.

Restano al comando i soli Ballerini e Mamykin, poi il russo cade in un tratto in discesa. L’azzurro viene poi ripreso sulle prime rampe del Terminillo.

Sull’ascesa conclusiva i primi a muoversi sono il polacco Michal Kwiatkowski (Sky), lo sloveno Simon Spilak (Katusha) e lo spagnolo Jonathan Castroviejo (Movistar). Il gruppo maglia azzurra lascia fare ed il margine del terzetto sale a 52 secondi. A tirare il drappello dei big è la Bahrain Medida di Vincenzo Nibali con Valerio Agnoli e Franco Pellizotti. Il primo a rompere gli indugi è Tom Dumoulin (Sunweb), ma la progressione dell’olandese non fa male. Chi invece si stacca quasi subito è Fabio Aru: il capitano dell’Astana ha palesato una pedalata pesante sin dalle prime battute.

A 5 km dalla conclusione inizia la battaglia tra i big, mentre davanti Spilak stacca Kwiatkowski e resta solo al comando. Il britannico Adam Yates (Orica-Scott) ci prova due volte e si porta dietro il connazionale Geraint Thomas (Sky) ed i colombiani Nairo Quintana (Movistar) e Rigoberto Uran (Cannondale). Ora il ritmo fa male e si staccano in tanti, tra cui Vincenzo Nibali e Bauke Mollema (Trek-Segafredo). A poco meno di 3 km dal traguardo, il momento decisivo: Nairo Quintana si alza sui pedali e attacca. Thomas, con le unghie, riesce a portarsi sulle ruote del sud-americano. Quintana, tuttavia, riparte ancora e questa volta il britannico cede. Il vincitore del Giro d’Italia 2014 piazza una staffilata superlativa, salutando tutti e andando a riprendere in poche centinaia di metri Spilak. Da lì il colombiano  si rende artefice di una cavalcata trionfale, andando ad imporsi con 18 secondi di vantaggio su Thomas e 24 su Yates, conquistando anche la maglia di leader della classifica generale con 33″ su Yates e ben 56″ su Pinot.

Per l’Italia si salva il solo Domenico Pozzovivo (AG2R), settimo a 41″ dalla vetta e decimi nella graduatoria complessiva. Giornata da dimenticare per Vincenzo Nibali e Fabio Aru. Se lo Squalo continua a patire enormemente i cambi di ritmo, sintomo di una condizione ancora non ottimale, preoccupa moltissimo il sardo, staccatosi quasi subito: la sensazione è che i fantasmi del 2016 non siano ancora stati cancellati. Di sicuro i segnali odierni non inducono all’ottimismo in vista del Giro d’Italia, dove sarà oggettivamente arduo per chiunque battere questo Quintana.

federico.militello@oasport.it

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