F1, Mondiale 2017: Lance Stroll, Esteban Ocon e Stoffel Vandoorne al ballo dei (quasi) debuttanti

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In una griglia che, in questo 2017, ha perso la Manor ed ha visto ridotto il numero dei piloti presenti, lo spazio per i debuttanti è teoricamente più limitato del solito. Ciò nonostante, al via del Mondiale vediamo tre piloti che rientrano all’interno della categoria dei “rookie”, pur con delle differenze da sottolineare: se Lance Stroll non ha mai corso in F1 e lo farà, per la prima volta, Domenica in Australia, Stoffel Vandoorne ed Esteban Ocon sono già scesi in pista in gara nella passata stagione. Ai fini del regolamento sportivo, tuttavia, per essere considerato un debuttante a tutti gli effetti devi iniziare la stagione dal suo principio, come pilota titolare di una determinata scuderia, ed i due succitati non rispettano tale requisito. Motivo per cui sono da considerarsi rookies a tutti gli effetti, come il canadese della Williams.

Partendo proprio da Stroll, il suo arrivo alla F1 è stato circondato da numerose perplessità, dettate soprattutto dal fatto che il 18enne di Montreal è il più classico esempio del “figlio di papà”, vista la ricchezza del suo genitore, e dunque tacciato di essere arrivato alla massima categoria più per la dote economica che porta con se, piuttosto che per meriti dettati dalle capacità mostrate. Certo, se guardiamo al percorso effettuato fin qui, non si può però dire che il canadese non abbia palesato di avere delle qualità alla guida di una monoposto, perché l’ultimo triennio è stato un continuo successo nelle varie categorie in cui ha corso: nel 2014 ha prevalso nella F4 italiana, nel 2015 nella Toyota Racing Series e l’anno scorso nella F3 europea. Certo, i detrattori hanno anche qui avuto qualcosa da ridire, sostenendo che le facoltà economiche del padre gli hanno sempre consentito di correre con mezzi al top delle varie classi, nonché aiutato ad avere un occhio di riguardo in seno al team. Sicuramente non lo hanno svantaggiato, ma la pista resta giudice perfetto per tali dicerie, e difficilmente riesci a vincere e fare bene se non hai delle capacità di fondo pronte a sostenerti. In ogni caso, manca poco per vederlo all’opera nel week-end di gara, dopo un lungo percorso di preparazione partito già dal 2016, quando si sapeva già che sarebbe diventato titolare in Williams, e la stessa scuderia inglese ha previsto per lui un programma di graduale presa di contatto con il mondo della F1, girando in sessioni private anche su tracciati del Mondiale. Nei test pre-2017 ha iniziato tra numerose difficoltà, senza far segnare tempi di rilievo e sbagliando molto, ma già nella seconda sessione a Barcellona è riuscito a mettere in evidenza segnali di crescita. Ed è proprio quest’ultimo, il continuo miglioramento personale, l’obiettivo che Stroll deve perseguire nel 2017, sperando di essere coadiuvato da una Williams che, per quanto mostrato, si candida a giocare un ruolo da protagonista alle spalle dei tre top team designati (Mercedes, Ferrari e Red Bull).

Chi ha già collezionato diverse presenze in F1 è Ocon. Il pilota nativo di Evreux (Francia) ha 20 anni, ed ha disputato ben 9 gare nel 2016, debuttando in Belgio per sostituire, da li in avanti, il silurato pilota indonesiano Rio Haryanto, autore fino a quel momento di una stagione tutt’altro che esaltante. Ocon non è riuscito a prendere punti in questo arco di tempo, ma si è messo in mostra riuscendo a tenere testa agevolmente, ed in alcuni casi prevalendo in maniera netta, rispetto a Pascal Wehrlein, titolare da inizio campionato 2016. In particolare, degna di nota è stata la gara in Brasile, terminata dal francese appena fuori dalla zona punti (12°), ma condotta per larghi tratti al suo interno, nonostante una vettura non delle più competitive, sfruttando le condizioni estreme del tracciato sudamericano, inondato dalla pioggia battente. Altro merito di Ocon è quello di aver sempre terminato le 9 gare fin qui disputate, a dimostrazione di una intelligenza di fondo che anima il modo di correre del 20enne transalpino. Non a caso, Esteban è attualmente inserito all’interno del programma giovani della Mercedes, sintomo del fatto che le sue capacità hanno già attirato l’attenzione di un team importante. Con la casa tedesca, Ocon ha corso nel 2016 buona parte della stagione del DTM (Mondiale Turismo tedesco), mentre in precedenza ha conquistato l’europeo di F3 (nel 2014) ed il campionato GP3 l’anno successivo. Insomma, parliamo di un pilota che arriva con un percorso estremamente solido alle spalle, già pronto per far vedere buone cose in F1, sfruttando una Force India che, se confermerà quantomeno il potenziale dimostrato nel 2016, gli permetterà di giocarsi stabilmente le posizioni all’interno della zona punti.

Ultimo dei tre debuttanti è Vandoorne, il più “vecchio” tra i rookies al via del 2017 con i suoi quasi 25 anni (caso curioso, li compirà proprio Domenica: non un cattivo regalo di compleanno). Il pilota di Courtrai correrà al fianco di Fernando Alonso in McLaren, dunque non si tratta di un debutto morbido. Il team inglese non lo ha scelto a caso, poiché Vandoorne è da più di 4 anni inserito nel “programma giovani” della scuderia di Woking, che ne ha monitorato passo dopo passo la crescita professionale, fino a decidere di dargli l’opportunità di fare il titolare nel 2017. Come accennato in precedenza, tuttavia, il pilota belga ha già all’attivo una gara in F1, corsa lo scorso anno in Bahrain in sostituzione proprio del suo attuale compagno di squadra, costretto ai box per problemi fisici a seguito del brutto incidente patito in Australia al debutto. E non è stata una apparizione come tante altre, poiché Vandoorne è riuscito a terminare 10° conquistando un punto iridato, non limitandosi dunque al compitino ma dimostrando una certa voglia di emergere e farsi notare. Contestualmente, nella passata stagione ha svolto proprio in McLaren il ruolo di terzo pilota, restando inattivo dopo alcuni anni che invece lo avevano visto protagonista in pista, nelle categorie propedeutiche alla F1. In particolare, nel biennio 2014-2015 Vandoorne ha impressionato tutti in GP2, terminando 2° nella prima stagione della categoria per vincerla poi al suo secondo anno, conquistando nel complesso 12 affermazioni. Insomma, anche lui da l’impressione di essere già pronto per poter ben figurare in F1, per quanto il confronto diretto con Alonso non sarà affatto facile da gestire, date le qualità di un campione come lo spagnolo. Tuttavia, la preoccupazione maggiore sta nelle prestazioni potenziali della McLaren, che fino ad ora, nei test pre-campionato 2017, si è palesata come vettura tanto poco prestazionale quanto inaffidabile: un connubio tutt’altro che esaltante. Davanti ad una situazione simile, come già visto nel biennio precedente, è difficile pensare di poter chiedere dei miracoli ai piloti che guideranno la vettura, soprattutto se sostanzialmente debuttanti come nel caso del 24enne belga.

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Foto: Gruppo Facebook Esteban Ocon Fans

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