Atletica, Europei Indoor 2017 – Fabrizio Donato, Highlander Salvatore di un’Italia sempre più piccola

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Fabrizio Donato ancora una volta ha salvato la baracca, come gli era già capitato alle Olimpiadi di Londra 2012 quando conquistò il bronzo salva spedizione. Oggi, a 40 anni suonati, è ancora lui il Capitano di un’Italia sempre più piccola nel panorama dell’atletica leggera internazionale.

Sarà pur vero che mancava la stella Gianmarco Tamberi (assente per infortunio), che Alessia Trost e Desiree Rossit hanno saltato la stagione invernale, che marcia e Maratona non sono nel programma al coperto ma la nostra Nazionale esce distrutta dagli Europei Indoor 2017 di atletica leggera, con delle prestazioni deludenti, scialbe, incolori, non all’altezza del nostro Paese: le cocenti eliminazioni di Howe e Jacobs, Chesani che manca una medaglia facilissima, Tumi out in semifinale malamente, Derkach impalpabile sono le note più stonate del weekend di Belgrado.

Donato è un totem immenso, un highlander, un professionista fatto e finito, un uomo di esperienza, un esempio per tutti che ancora una volta ha saputo andare oltre l’ostacolo, stringere i denti per non sentire dolore (era in condizioni fisiche precarie), dando il tutto per tutto per conquistare l’ennesima medaglia di una carriera splendente. L’argento nel salto triplo, con un buon 17.13, è la ciliegina sulla torta di un’icona della nostra atletica, uno degli ultimi immortali che hanno caratterizzato la storia recente di questo sport, ormai sprofondato all’anno 0 alle nostre latitudini (e non sembra esserci limite al peggio).

Un veterano che ci ha fatto esultare ancora una volta, visibilmente commosso al termine della gara, un Salvatore della Patria ma l’Italia non può sempre aggrapparsi all’invenzione del singolo (tra l’altro sempre i soliti noti) per non chiudere con lo 0 nel medagliere come è già successo ai Mondiali 2015 e alle Olimpiadi di Rio 2016. Sembra davvero difficile rialzarsi, abbiamo qualche giovane (Filippo Randazzo è arrivato in finale ma ha pagato la pressione) ma la luce in fondo al tunnel non si vede. Per il momento abbracciamo Fabrizio ma la sua impresa non deve nascondere i difetti di un movimento che è totalmente allo sbando.

 

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