Nuoto, Gregorio Paltrinieri e le acque libere: i pro e i contro di una sfida affascinante

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Voglio le acque libere già da subito non è detto che tutto vada bene subito. Posso soffrire l’acqua fredda, le botte che prenderò, la tuta ma sento che è arrivata l’ora di tentare questa avventura. Mi preparerò per le Universiadi”. Queste le intenzioni di un Gregorio Paltrinieri pronto a cimentarsi nel nuoto di fondo.

Una sfida accattivante e nello stesso complicata per il campione olimpico, mondiale ed europeo dei 1500 stile libero spinto però, come sempre, dalla voglia di competere e primeggiare per centrare ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020, la magica doppietta d’oro (1500 m – 10 km), cosa non riuscita a nessuno. Quali possono essere i pro ed i contro di questa scelta? Andiamo ad analizzarli:

VANTAGGI

Le caratteristiche di nuotata di Greg ben si sposano con quanto richiesto dal fondo: resistenza e continuità. ll carpigiano ha un gran motore e senza le odiate virate e subacquee potrebbe esprimersi ad alto livello. L’assetto in acqua dell’azzurro, molto incentrato sulla forza di braccia e meno sulla gambata, è da fondista puro, vecchio stampo, ed in una 10 km potrebbe trovare naturale sfogo. In più, il bacino di gara dell’Odaiba Marine Park a Tokyo, un po’ come è successo a Londra nel 2012, sarà molto simile alle condizioni tipiche della piscina piuttosto che del mare aperto.

SVANTAGGI

I contro sono dettati dalla gestione della preparazione e della programmazione dei due eventi. Il dispendio energetico, infatti, si preannuncia notevolissimo e si può correre il rischio che l’atleta possa fare fatica nella massimizzazione della prestazione in due specialità simili ma non uguali.

giandomenico.tiseo@oasport.it

Twitter: @Giandomatrix

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Foto da comunicato Len

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