Slittino, Armin Zoeggeler sprona gli azzurri: “Basta usare l’età come alibi! Devono maturare”

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Si è ritirato nel 2014 dopo aver vinto a Sochi la sua sesta medaglia olimpica consecutiva. Armin Zoeggeler rappresenta una delle più luminose leggende dello sport italiano, di sicuro il più grande slittinista di tutti i tempi. Il suo addio all’attività agonistica, tuttavia, è coinciso con una crisi senza precedenti per l’Italia. In squadra non mancano talenti di prospettiva, tuttavia gli anni passano e l’atteso salto di qualità tarda ad arrivare. Zoeggeler, attualmente direttore tecnico della Nazionale italiana, ha analizzato la situazione con la consueta lucidità. Un’intervista che, in qualche modo, risponde alla nostra analisi di qualche giorno fa sul declino dello slittino italiano (clicca qui per saperne di più).

Durante l’estate ci sono stati importanti cambiamenti nello staff tecnico. Gli atleti ci hanno detto di essere contenti. Tu cosa ne pensi? Come siete arrivati alla decisione di cambiare sia il preparatore atletico sia il fisioterapista?
In questa stagione ho cambiato lo staff. L’arrivo del nuovo preparatore atletico e del nuovo fisioterapista ha portato una nuova motivazione in squadra e avere atleti ben motivati è un’ottima cosa. Non ero molto convinto del preparatore atletico che c’era prima perché mi rendevo conto che gli atleti potevano fare ancora di più, così l’ho cambiato. Per quanto riguarda il precedente fisioterapista, Diethmar Pirhofer, ha avuto voglia di stare di più a casa con i suoi e allora, visto che le prossime due stagioni saranno davvero molto impegnative, abbiamo risolto così“.

Lo scorso fine settimana è cominciata la nuova stagione. In gara si evidenziano aspetti che durante la preparazione e gli allenamenti non si vedono. Quali cose positive e quali negative hai riscontrato all’interno della squadra italiana?
Il cambiamento degli allenatori è stato un segno positivo. Vedo gli atleti molto convinti.
Durante le gare di Winterberg hanno fatto tutti errori e questo mi disturba molto, dal momento che hanno fatto una buona preparazione, ma non sono riusciti a trasferire le buone performance degli allenamenti in gara. Questo è un problema. Dobbiamo analizzare e pensare come fare meglio“.

Nella seconda manche di Winterberg Dominik Fischnaller ha fatto segnare il miglior tempo. Possiamo considerarlo un segnale positivo?
Certo, è un segnale positivo, ma al momento non riesce a trasferire in gara ciò che di buono fa in allenamento, tutto qui.  Sono molto contento dei materiali e sono sicuro che potrebbe ottenere sempre ottimi tempi se riuscisse ad andare bene fino all’arrivo senza commettere errori“.

Walter Plaikner è tornato ad occuparsi dello sviluppo dei materiali. La sua lunga esperienza sta portando dei benefici?
Adesso Walter Plaikner è tornato come nostro consulente. Noi sviluppiamo separatamente alcuni materiali, portando avanti il progetto di ricerca e sviluppo, che abbiamo avviato da tempo. Lui sviluppa alcune cose e poi confrontiamo le idee e portiamo avanti le migliori“.

Questa, a parte Oberstolz/Gruber, è una squadra molto giovane, che fatica a trovare un leader come ad esempio sei stato tu in passato. Cosa bisogna ancora fare, secondo te, perché questo gruppo cresca e raggiunga risultati buoni in modo costante?
Vero, sono giovani, ma devono smettere di usare la loro giovane età come scusa! Devono maturare!“.

E’ appena stata omologata la nuova pista di Pyeongchang. Tu sei stato là in primavera, ma non era ancora stata ghiacciata. Che impressione ti ha fatto? Pensi possa essere adatta alle caratteristiche dei tuoi atleti?
E’ difficile da dire. Io sono stato lì solo in primavera. In autunno c’è stata l’omologazione internazionale, ma io non c’ero personalmente ed ho solo sentito le opinioni degli altri in merito, quindi non posso dire esattamente come siano le caratteristiche della pista. Vedremo nella prossima primavera, quando saremo lì per una ITW dall’8 al 14 febbraio ed anche la settimana successiva per la CdM del 18 e 19/2. Il tracciato è molto interessante. Non posso ancora dire se risulterà interessante anche tecnicamente, perché ho visto pochissimi scendere e non ho raccolto abbastanza elementi per avere un’idea precisa“.

Anche in questa stagione si svolge la Sprint Cup. Ti piace questo formato di gara?
C’è da dire che è un formato internazionale che l’anno scorso è stato inserito per la prima volta nel programma dei Mondiali. Sarà così anche quest’anno. E’ un formato veramente molto interessante, è molto veloce e dà anche un’altra possibilità di vincere una medaglia“.

A cura di Paola Castaldi

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