Volley, le difficoltà del Club Italia: 11 sconfitte tra ragazze e uomini. Egonu e Orro promettono, ci sono i figli dei Fenomeni ma la Serie A punisce

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Undici partite giocate, 2 soli punti raccolti e 6 set vinti. Un bottino troppo magro, è quello del Club Italia tra la Serie A1 femminile e la Serie A2 maschile.

Le ragazze di coach Lucchi hanno fatto tremare Casalmaggiore Campione d’Europa alla prima giornata (le casalasche erano in procinto di partire per Manila dove la settimana successiva avrebbero conquistato il secondo posto al Mondiale per Club) e hanno perso al tie-break contro Firenze nella gara del record di Paola Egonu (46 punti, mai nessuna come lei nella storia dei campionati professionisti in Italia). Per il resto solo sconfitte per 3-0 contro Modena, Busto Arsizio e Bolzano. Unica squadra ancora senza vittorie nella massima categoria.

Va peggio agli azzurrini di Michele Totire che nel campionato cadetto sono all’ultimo posto del girone bianco dopo 6 partite giocate, con solo due set all’attivo (quelli vinti contro Tuscania e Ortona). Peggio di così non poteva davvero andare.

 

Guardando i freddi numeri il progetto non starebbe funzionando ma come sempre bisogna andare oltre l’apparenza. L’obiettivo del Club Italia (che tra l’altro da alcune settimane è sponsorizzato dalla Crai, nota catena di supermercati) è quello di far crescere degli atleti che in futuro possano diventare dei pilastri delle nostre Nazionali. Un’idea di Velasco che nel corso degli anni ha sempre dato degli ottimi frutti.

Al femminile Paola Egonu e Alessia Orro erano già titolari alle Olimpiadi di Rio 2016 (purtroppo finite malamente) e sono state determinanti nel processo di qualificazione. Ora sono titolari fisse nel Club Italia, è la diagonale del nostro futuro ma contro formazioni più rodate, composte da veterane e anche da straniere non è così facile emergere. Stanno provando a lanciarsi le centrali Alexandra Botezat e Marina Lubian oltre alla schiacciatrice Giulia Melli, Vittoria Piani e Giulia Mancini sono altre due giocatrici interessanti.

 

Ci si aspettava di più dal Club Italia maschile ma per il momento gli azzurrini non sono riusciti a prendere le misure con la Serie A2, cadetteria che per il momento si sta rivelando davvero complessa per i figli della Generazione dei Fenomeni e i compagni.

Lo schiacciatore Andrea Gardini, il palleggiatore Alessandro Tofoli, il posto 4 Pietro Margutti promettono bene ma hanno bisogno di macinare partite su partite di un certo livello dopo aver già fatto vedere giocate interessanti come l’opposto Alberto Baldazzi, il libero Alessandro Piccinelli e i centrali Edoardo Caneschi e Roberto Russo.

Un po’ meglio sta andando al Club Italia impegnato nella Serie B maschile: cinque partite giocate, tre incontri vinti e settimo posto in classifica nel girone G.

 

One thought on “Volley, le difficoltà del Club Italia: 11 sconfitte tra ragazze e uomini. Egonu e Orro promettono, ci sono i figli dei Fenomeni ma la Serie A punisce”

  1. Nany74 scrive:

    Niente di più di quello che dico da tempo: le massime serie italiane sono un po’ troppo per questi club. L’idea è bellissima, ma per non mortificare atleti in erba bisognerebbe farli confrontare con squadre sì di livello alto, ma non così superiori. Opinione personale ovviamente. Il CI femminile dell’anno scorso ha giocato bene perchè la squadra era piena zeppa di gente “rodata” per quanto giovane e si sono espresse bene (tanto che la maggior parte è finita in squadre top). Purtroppo, partite le compagne il gruppo è tornato ad essere quello che è giusto che sia: una sorta di sparring partner. Con rispetto parlando: siamo sicuri che il CI maschile in serie B sia più scarso di quello che gioca in A2? Io non credo: eppure loro vincono e si galvanizzano crescendo, mentre gli altri si sentono sempre dei pirla incapaci. Sono giovani, è così difficile capirlo? Serve soprattutto l’ambiente giusto per crescere come si deve a livello sportivo…..ho paura che si tenda a sottovalutare troppo questo aspetto quando si decide dove mandare al massacro questi ragazzi, in nome della pubblicità che ne deriva e magari anche di una sponsorizzazione…

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