Sci di fondo e asma, nessuna novità dal caso Sundby. Gli sportivi i più colpiti dalla malattia

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Da qualche mese lo sci di fondo norvegese è finito nell’occhio del ciclone per i casi doping di Martin Johnsrud Sundby e Therese Johaug. Se quello della 28enne scandinava sembrerebbe stato scaturito da una crema contro le scottature utilizzata a Livigno, quello del dominatore delle ultime stagioni di Coppa del mondo ha fatto saltare fuori una singolarità rimasta a lungo occultata. Sundby è infatti risultato positivo per un’eccessiva assunzione di salbutamolo, farmaco broncodilatatore impiegato nel trattamento dell’asma.

ASMA E SPORT – Diversi studi e ricerche dimostrano che l’incidenza di asma e altre malattie respiratorie sia più frequente negli atleti di elite rispetto al resto della popolazione; i numeri aumentano negli atleti praticanti attività sportive come nuoto, ciclismo, maratona e sopratutto sci di fondo. Campioni dello sport come Federica Pellegrini, Paolo Bettini, Giorgio Di Centa, David Beckham, Bradley Wiggins e Haile Gebreselassie sono asmatici. “Si può dire – spiega il ricercatore in allergologia e pneumologia all’Istituto di Farmacologia Traslazionale del CNR di Roma Sergio Bonini in uno studio effettuato nel 2008 – che l’asma sia quasi una “malattia professionale” degli atleti: la prevalenza fra i professionisti è tre volte superiore al normale, ma alcuni non sono davvero asmatici, semplicemente “reagiscono” molto all’esercizio, magari svolto in condizioni difficili come la piscina, perché il cloro irrita le vie aeree, o le piste da sci, perché il freddo contribuisce a seccare le mucose, irritandole”. 

Il rapporto asma-sci di fondo è stato testimoniato all’inizio degli anni ’90 da Kjell Larsson, Peter Ohlsen, Lars Larsson, Per Malmberg, Per-Olov Rydstrom e Hans Ulriksen in High prevalence of asthma in cross country skiers. Su 42 fondisti svedesi esaminati ben il 36% faceva uso regolare di farmaci antiasmatici mentre il 78% mostrava dei sintomi o dei problemi respiratori. Interessante anche il report del quotidiano norvegese VG sui medagliati olimpici dal 1992 al 2014. Su 61 medaglie norvegesi, ben 42 sono state conquistate da atleti asmatici. In percentuale, il 69%. Una particolarità nota dunque da oltre 20 anni che non deve per forza essere associata al doping e all’eccessiva facilità di acquisire lo status di asmatico ma che lascia sicuramente riflettere.

francesco.drago@oasport.it

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