Rugby, Italia-Tonga: azzurri all’esame di maturità. Proseguire sulla giusta via dopo il miracolo contro gli Springboks

Italrugby-2016-Profilo-Twitter-FIR-e1479555717416.jpg

Per l’Italrugby impegnata oggi nel terzo dei Test Match di novembre allo stadio Euganeo di Padova, la sfida contro Tonga rappresenta forse il crocevia fondamentale per comprendere quanto il lavoro compiuto da Conor O’Shea stia producendo gli effetti sperati. Se l’incontro al cospetto degli All Blacks era fuori portata, infatti, il successo maturato a Firenze contro gli Springboks ha aumentato ulteriormente le aspettative nei confronti di un gruppo la cui coesione non era forse mai stata riscontrata nel corso delle stagioni passate. Importantissimo sarà dunque evitare cali di tensione ed approcciare nel miglior modo possibile alla gara, se si considera che le Ikale Tahi provengono dalla vittoria autoritaria ai danni degli Stati Uniti. Un eventuale prestazione sottotono nell’ultimo impegno finirebbe non solo per ridimensionare l’impresa compiuta nello scorso weekend, ma riproporrebbe le solite questioni relative alla continuità del movimento azzurro, senza nemmeno un’altra possibilità di appello trattandosi del match che chiude questa sessione di Test Match.

“Contro Tonga ci aspetta una partita diversa rispetto a quella contro il Sudafrica – ha esordito Simone Favaro –  Abbiamo battuto gli Springboks perché abbiamo lottato dall’inizio alla fine della partita. Se vogliamo portare a casa un risultato positivo domani dovremo lottare con la stessa intensità“. Inevitabile poi non parlare dei gradi da capitano, indossati per la squalifica di Sergio Parisse: “E’ un sogno che si avvera. Sono orgoglioso di essere il capitano di un gruppo composto da giocatori giovani che sono maturati e che conoscono bene i valori del rugby. Cosa dirò prima della partita? Non sono molto bravo con le parole, ma prima della partita domani evidenzierò alcuni aspetti tra cui umiltà e spirito di sacrificio che in campo, contro Tonga, saranno fondamentali. Ho avuto ottimi esempi come capitano e difenderò la mia squadra. Sergio mi ha dato dei consigli che seguirò. Di certo non sono diventato capitano per la mia abilità oratoria…penso solo al campo e a dare il 100%”.

simone.brugnoli@oasport.it

Clicca qui per mettere “Mi piace” alla nostra pagina Facebook
Clicca qui per iscriverti al nostro gruppo Facebook
Clicca qui per seguirci su Twitter

Foto: Profilo Twitter FIR

 

Lascia un commento

Top