Pentathlon, intervista ad Alice Sotero: “Rammarico per l’ottavo posto di Rio. Tokyo 2020 prossimo sogno…”

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Le Emozioni Olimpiche, belle o brutte che siano, non sbiadiscono dopo tre mesi. Né mai. Alice Sotero ha sognato e ci ha fatto sognare a Rio de Janeiro, dove quasi quasi le riusciva il colpaccio della vita… La pentatleta astigiana si è classificata ottava agli ultimi Giochi, la sua prestazione è stata più che buona, incoraggiante, anche se le ha lasciato un po’ di “rammarico”, perché quando sei lì a giocarti un podio a Cinque Cerchi i sogni possono diventare realtà più che altrove… Abbiamo raggiunto ed intervistato Alice Sotero per raccoglierne sensazioni, ricordi e progetti, abbiamo trovato una ragazza (è una classe ’91) solare, intelligente, sicura di sé il giusto, ambiziosa e con la testa sulle spalle allo stesso tempo. Buona lettura e in bocca al lupo per il futuro, Alice!

Ciao Alice. Tre mesi dopo il bell’ottavo posto di Rio, cosa porti ancora con te del viaggio olimpico? Ci sono fotogrammi a Cinque Cerchi che restano per sempre…

“Sono passati circa tre mesi dall’Olimpiade e sì, ci sono emozioni che mi porterò dentro per sempre… In primis, l’entrata al villaggio olimpico e la curiosità di vedere tutto quello che c’era all’interno; poi l’inizio della gara dove l’ansia era alle stelle e la fine, dove mi sono detta ‘voglio provare a farne un’altra!’…”.

Ma quell’ottavo posto è stato davvero il massimo risultato ottenibile? Sintetizzaci la tua prestazione brasiliana per meglio farci capire dove e come si sarebbe potuto fare anche meglio…

“Per il mio ottavo posto, specialmente a gara finita, ho provato un po’ di rammarico… Le due fuoriclasse Schoneborn e Asadauskaite erano uscite di classifica dopo la prova di equitazione e io ero terza, quindi la situazione mi portava a sognare in grande. Poi però anche io ho perso un po’ di terreno facendo tre abbattimenti e, sapendo di non essere una specialista del combinato, sapevo di non poter più mirare ad un podio ma piuttosto ad un buon piazzamento che era l’obiettivo con cui ero partita per il Brasile”.

Quando hai ripreso con gli allenamenti intensi?

“Dopo una vacanza di un mese e anche più, ho ripreso gli allenamenti a inizio ottobre, stimolata dalla convocazione dell’Unione Internazionale per la gara-spettacolo di Doha di questo fine settimana (il Champion of Champions di sabato 12 novembre, dove Alice è giunta 9^, ndr) quindi ho ripreso da qui!”.

Se ti dico Tokyo, tu che mi dici…?

“Tokyo? Il mio prossimo sogno dopo Rio!”.

Il 2016 ha visto una bell’Italia del pentathlon, in crescita e con tanto entusiasmo sia tra i senior sia tra i giovani. Il 2017 potrebbe vedere, secondo te, gli azzurri salire ancor più spesso sui più importanti podi internazionali?

“I giovani del pentathlon crescono bene, sono molto promettenti, negli ultimi tre anni il pentathlon italiano è cresciuto tantissimo. Credo e spero che si sentirà parlare di noi molto spesso in futuro…”.

A proposito di giovani: Tognetti, Micheli, Prampolini, Cicinelli, Colasanti. Questi sono solo alcuni dei nomi caldi dei Tre Sport azzurri in forte ascesa. Dove possiamo arrivare con questa bella gioventù di qui a quattro anni? Senza dimenticare Sotero e Tocchi, superatlete tutt’altro che “anziane”…

“Dei ragazzi vedo i risultati e so che sono molto forti, ma io seguo più da vicino le performance delle ragazze. Con Elena Micheli ho condiviso parte di quest’anno perché ha fatto molte gare a livello senior e ha iniziato alla grande; contemporaneamente, Aurora e Francesca Tognetti vincevano tutto quello che c’era da vincere in campo junior e youth, quindi sono da tenere d’occhio… Gloria Tocchi si vorrà sicuramente rifare dopo un’annata super-sfortunata, mentre io dopo la cerimonia di chiusura di Rio già sognavo Tokyo 2020, quindi ci sarà da divertirsi!”.

Obiettivi personali per la prossima stagione.

“Obiettivi non me ne sono ancora posti, se non quello di provare a lavorare molto sulla corsa e vedere se riesco a fare il famoso salto di qualità…!”.

Ultima domanda, la più scomoda… Se potessi, cosa faresti o faresti fare per rendere l’intero movimento del pentathlon moderno italiano più vincente, seguito e diffuso su tutto il territorio nazionale?

“Il pentathlon, purtroppo, è poco ‘televisivo’ e poco conosciuto. Io, nel mio piccolo, ho iniziato a pubblicizzarlo nelle scuole della mia città e devo dire che tutti i bambini erano affascinati, inoltre in tanti mi hanno seguita per le Olimpiadi, però questo evento è l’unico in cui veniamo considerati a livello mediatico… Sarebbe bello che fossimo un po’ più seguiti dai media!”.

giuseppe.urbano@oasport.it

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Foto: profilo FB Alice Sotero (credit Nuno Gonçalves)

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