Lotta, un libro per raccontare la tumultuosa vita di Frank Chamizo

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Gli elementi per narrare una bella favola ci sono tutti. Un bimbo in condizioni di non agiatezza, un’occasione per mettersi in luce e un drastico cambiamento nella propria vita che, tra mille difficoltà, lo porterà a vincere una medaglia olimpica e ad affermarsi come uno dei migliori lottatori del mondo. E invece è la vera storia di Frank Chamizo, vincitore del bronzo a Rio 2016 nella categoria 65 kg di lotta libera, le cui vicende sportive e personali sono state narrate nel libro di Maurizio Casarola Frank Chamizo. La rivoluzione della lotta (Infinito edizioni, 2016).

In queste pagine, troviamo condensata l’intera vita del lottatore italo-cubano a partire dalle origini in quel di Matanzas dove il giovanissimo Frank s’innamora della lotta e inizia a praticarla nell’artigianale palestra Combinado Deportivo I. Nonostante l’opposizione della madre che l’ha allevato senza l’aiuto del marito, fuggito da Cuba verso gli Stati Uniti, la futura medaglia di bronzo alle Olimpiadi brasiliane è tanto tenace caratterialmente quanto eccelso tecnicamente tale da scalare rapidamente le posizioni all’interno della compagine cubana. E dove inizia la sua personale interpretazione della lotta che, come scrive correttamente Casarola, partendo da un fisico fatto di “arti lunghi, magri e nervosi, forza fisica e agilità proporzionali, nonché spiccata attitudine a incunearsi con il proprio corpo in quello dell’avversario” li combina con un’intelligenza tattica e una qualità tecnica decisamente fuori dal comune.

La favola di Frank si arricchisce nel momento in cui il giovane lottatore apprende la reale identità del padre: Pavel Chamizo era un promettente atleta cubano nella sua stessa disciplina e, in un attimo, comprende anche la resistenza della madre Clara a intraprendere la stessa strada. Nel suo rapido incedere, le pagine di Casarola ci conducono attraverso la carriera del nazionale cubano fino ai drammatici giorni dei Giochi Panamericani di Guadalajara del 2011 dove Chamizo venne escluso dalle gare della sua categoria per un eccesso di 200 grammi di peso. Una vicenda che avrebbe piegato chiunque ma non l’atleta di Matanzas che, nonostante momenti difficili dal punto di vista personale, riesce anche a superare la definitiva resa dei conti con la Federazione cubana culminata nella sua esclusione dai ranghi della nazionale. Ma a una caduta corrisponde sempre una risalita e l’occasione venne offerta da una terra lontana, l’Italia, e dalla famiglia Caneva, un nome importante nella lotta tricolore.

E fu soprattutto grazie all’amore di Dalma Caneva, giovane lottatrice della nazionale italiana, che Frank Chamizo riprese a credere in se stesso e nelle sue qualità sportive. Il matrimonio con la ragazza e il trasferimento nella penisola furono le tappe che fecero approdare l’atleta cubano nella nostra rappresentativa e che gli diedero l’occasione di potersi riscattare. Con in mente il sogno delle Olimpiadi. Ma intanto il palmares di Frank si arricchisce di tanti trionfi tra i quali l’alloro al Campionato Mondiale di Las Vegas nel 2015. Ai Giochi Olimpici di Rio, Chamizo conquisterà una medaglia di bronzo dal sapore dolce-amaro ma che rappresenta, comunque, la conferma di un talento straordinario, di un vero rivoluzionario della lotta libera. Nello sfogliare le pagine del volume edito da Infinito, non si può non apprezzare la piacevole scrittura dell’autore del libro. Oltre a ricostruire attentamente tutte le vicende personali e sportive di Chamizo nel contesto cubano prima e italiano poi, lo stile di Casarola è coinvolgente, fluente e attento ai passaggi che hanno inciso nella vita del lottatore azzurro. Trapela chiaramente la sua ammirazione e simpatia verso Chamizo ma le pagine di Casarola non sconfinano mai nel puro elogio rappresentando uno stimolo critico importante per tutti gli appassionati di una delle discipline sportive più antiche del panorama olimpico.

Di Simone Morichini

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