F1, GP Brasile 2016 – Pagelle: Max Verstappen da lode, ‘tripla doppia’ per Lewis Hamilton. Seb è stufo, Kimi salvo…

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Queste le pagelle di OA Sport relative al GP del Brasile di F1 2016, di gran lunga il più bagnato e divertente dell’intera stagione. Buona lettura!

Verstappen: 10 e lode. Forse si tratta della prima volta in cui il voto massimo viene assegnato ad un terzo classificato di una competizione. Ma è lui, il più piccolo ed inesperto della compagnia, che combina le cose più “vere” e belle, in un Gran Premo complicato sul serio. Sorpassi accademici, manovre spettacolari, creative, inaspettate, senza mai farsi mancare quel tocco di arroganza mista a “scorbuticità” tipica dei vincenti…

Hamilton: 9. Per lui è stato come gareggiare sull’asciutto. Parte lì davanti e ci resta per tutta la durata della gara, noncurante di pioggia, oscurità, scarsa aderenza, eccetera. Infila ad Interlagos l’incredibile “tripla doppia” pole-vittoria, tenuta mentale a prova di diluvio universale.

Rosberg: 8. Se lo merita, non tanto per motivi strettamente “tecnici” (s’è limitato a tenere in pista la sua Mercedes, senza giustamente rischiare nulla) quanto per il self control con cui gestisce i momenti topici della gara brasiliana. Penultimo scoglio, dal coefficente di difficoltà altissimo, superato con un bel sospiro di sollievo sotto la bandiera a scacchi. Non intende essere schiacciato definitivamente dal Martello di Stevenage…

Perez: 8. Un quarto posto che sa tanto di podio. Altro che medaglia di legno, ennesima dimostrazione che i tanti complimenti piovutigli in questi anni non sono stati eccessivi…

Sainz: 7,5. Altro talento cristallino dell’attuale F1. Vorremmo tanto vederlo su una specie di Red Bull, magari non finirebbe molto distante da Verstappen… In Carlos we trust!

Nasr: 7. Ma che gara ha fatto l'”altro Felipe”…?! L’atmosfera di casa lo riscalda a dovere, alla faccia del tempaccio dispettoso. Di gran lunga la sua miglior gara stagionale, prima top-10 del 2016.

Alonso: 6,5. Diverte e si diverte un sacco. Quanto gli piacciono le condizioni estreme poi…

Massa: 6. Di stima. Tanta. Non avrebbe dovuto chiudere così nella sua Interlagos, ma quasi quasi ci sentiamo di considerare il crash occorsogli come il più classico dei “segni del destino”… La passerella favorita dal punto dell’incidente ha infatti regalato immagini ed emozioni che resteranno nella storia di questo sport. E nell’enorme cuore tenero di Felipe. Obrigado!

Vettel: 5,5. E’ stufo, non vede l’ora che questo calvario finisca. Tuttavia non dovrebbe essere questo l’atteggiamento di un quattro-volte Campione del Mondo: la Ferrari ha bisogno di un grande Seb, Seb ha bisogno di una grande Rossa!

Ricciardo: 4,5. Domenica da incubo, affoga nel torrente di Interlagos. Intanto l’irriverente compagno di squadra incanta. Daniel non lo vede mai.

Palmer: 3. Finisce addosso a Kvyat in regime di Safety Car! Possiamo capire le condizioni-meteo estreme, ma un po’ più d’attenzione, Jolyon…

Grosjean: 2. Riesce a fare anche peggio del suddetto britannico! Finisce fuori dai giochi addirittura prima dell’inizio della gara, nel corso di un “giro di riscaldamento”… Fantozziano.

Raikkonen: S.V.. Salva la Vita. Ha veramente rischiato grosso in Brasile, dovrebbe accendere un cero a San Paolo…

Charlie Whiting & C.: PROMOSSI. Non era affatto facile prendere le giuste decisioni e la Direzione Gara non sbaglia quasi niente stavolta. Coerenti con le partenze dietro la Safety Car, altrimenti ci sarebbe stato uno spinoso caso di “due pesi, due misure”. Forse c’è stata una Bandiera Rossa di troppo (o “invertita”), ma la speranza è che qualcuno abbia finalmente capito che senza un po’ di coraggio, la F1 muore…

giuseppe.urbano@oasport.it

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