Combinata nordica, Coppa del Mondo 2016/17. Rydzek cannibale a Ruka, per Frenzel bicchiere mezzo pieno. Flop Riiber e Watabe, disastro Costa

Johannes-Rydzek-Combinata-Nordica-Facebook-Rydzek.jpg

Johannes Rydzek cala il jolly a Ruka e inizia a sognare in grande dopo la doppietta conquistata nella tappa inaugurale della Coppa del Mondo 2016/17 di combinata nordica. Il fuoriclasse tedesco in soli due giorni ha ottenuto un numero di vittorie maggiore rispetto all’intera passata stagione, quando riuscì a tagliare il traguardo davanti a tutti soltanto in quel di Kuopio, ancora una volta in Finlandia, e ha già fatto il vuoto in classifica generale, distanziando di oltre 100 punti i suoi rivali più accreditati per la conquista del trofeo. Rydzek è riuscito a coniugare in maniera magistrale l’ottimo feeling col trampolino lungo del Rukatunturi con una straripante condizione atletica che gli ha consentito di prendere il largo nel fondo, specialità in cui è un autentico fenomeno al pari del suo connazionale Eric Frenzel.

Il detentore delle ultime quattro Coppe del Mondo, intanto, è già distante 106 punti dalla vetta della classifica, ma ha comunque validi motivi per essere soddisfatto dei riscontri emersi a Ruka. Frenzel, infatti, è solito iniziare la stagione in sordina per poi sfoderare il suo strapotere a partire da gennaio, ma stavolta è riuscito a portare a casa un’eccellente seconda piazza nella prima Gundersen, senza tuttavia ripetersi il giorno seguente, quando non è stato in grado di andare oltre un 12° posto che non rende onore alla sua smisurata classe. Il fenomeno teutonico, in ogni caso, può gioire per le controprestazioni di tanti suoi avversari diretti su un percorso tra i più ostici in calendario e, eccezion fatta per l’exploit di Rydzek che rischia di scombussolare le gerarchie della competizione, resta attualmente il favorito numero uno per la conquista di quella che potrebbe diventare la sua quinta Coppa del Mondo consecutiva.

La tappa di Ruka è stata contrassegnata soprattutto dal tracollo di due big annunciati tra i protagonisti assoluti della contesa: Akiro Watabe e Jan Magnus Riiber. Il giapponese ha palesato una condizione fisica tutt’altro che invidiabile nel fondo, specialità in cui ha perso svariate posizioni nella prima Gundersen dopo aver dominato nel salto, ed è riuscito soltanto a limitare i danni nella seconda prova con un terzo posto che sa di sconfitta. Il giovanissimo talento norvegese, al contrario, ha vissuto un weekend sventurato a causa di un malanno di stagione e di un problema alla spalla che lo hanno costretto al forfait nella gara di apertura. La sua schiacciante superiorità nel salto lo aveva proiettato in testa nella seconda Gundersen, prima del tracollo nel fondo e della decima piazza finale, risultato decisamente condizionato dai problemi fisici accusati nelle ore antecedenti all’esordio in Coppa del Mondo.

In questo scenario così variegato, la squadra austriaca riesce a ritagliarsi uno spazio importante grazie all’exploit del veterano Wilhelm Denifl, secondo nella Gundersen di domenica, e alla solidità del giovane Mario Seidl, autore di un quinto e un quarto posto che lo hanno proiettato davanti a Frenzel e a ridosso di Watabe nella graduatoria parziale. Gli austriaci, dunque, si confermano un’autentica mina vagante in Coppa del Mondo, ma difficilmente alla lunga riusciranno ad insidiare i principali pretendenti al trofeo.

Poco da segnalare, infine, per i colori azzurri. L’unico italiano in gara, Samuel Costa, è stato particolarmente sfortunato in occasione del salto nella prima Gundersen, quando è incappato in un vento contrario che lo ha relegato al 35° posto, poi confermato nel fondo. L’azzurro, però, non ha trovato la forza per riscattarsi il giorno seguente, risultando il primo degli eliminati nel Provisional Combination Round e chiudendo la tappa di Ruka con un disastroso zero nella casella dei punti in classifica generale.

mauro.deriso@oasport.it

Clicca qui per mettere “Mi piace” alla nostra pagina Facebook
Clicca qui per iscriverti al nostro gruppo Facebook
Clicca qui per seguirci su Twitter

Foto: Facebook Johannes Rydzek

Lascia un commento

Top