Ciclismo femminile: due annate da dimenticare per Rossella Ratto, serve un 2017 al top per riscattarsi

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Gli addetti ai lavori non avranno sicuramente dimenticato quella sua sparata a Firenze, che le ha permesso di restare attaccata alle migliori e concludere nel 2013, a soli 20 anni, il Mondiale di ciclismo femminile elite al terzo posto, portando a casa una meravigliosa medaglia di bronzo. Da quel giorno però non è più la stessa Rossella Ratto, o almeno lo è stata soltanto a tratti.

Due stagioni da dimenticare al più presto quella dell’anno scorso e quella appena trascorsa. Il talento di Moncalieri, che si è trasferita alla Cylance Pro Cycling, è riuscita a centrare la vittoria, che mancava ormai dal lontano 2014 (un bel successo al Winston Salem Cycling Classic, negli Stati Uniti), ma non ha trovato la gamba che aveva impressionato tantissimi esperti del circuito mondiale. Una prima parte di 2016 discreto, poi un finale di stagione completamente da dimenticare: da giugno in poi non sono arrivati risultati nella top-10 e, ovviamente, non ha convinto il ct Dino Salvoldi a convocarla per le Olimpiadi di Rio (dove, viste le performance passate, poteva essere attesissima) e per i Mondiali di Doha.

Serve un 2017 al top per riscattare le continue delusioni arrivate: la classe non manca assolutamente, la pedalata agile, la buonissima tenuta in salita e, soprattutto, un ottimo spunto veloce, sono doti che la possono far primeggiare su ogni campo nelle classiche. Il percorso del Mondiale di Bergen, in Norvegia, che si svolgerà il prossimo settembre sembra essere davvero perfetto per le sue caratteristiche: risolti tutti i problemi (molto probabilmente più psicologici) potremo rivedere una nuova Ratto, magari ancor più forte di prima.

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Foto: Facebook Estado

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