Calcio, qualificazioni Mondiali 2018. L’Italia assapora la goleada a Vaduz, poi si spegne nella ripresa. Ma il bicchiere è mezzo pieno

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Un’Italia a due facce è scesa in campo al Rheinpark Stadion di Vaduz ieri sera in occasione del quarto match del girone di qualificazione ai Campionati Mondiali 2018. Gli azzurri hanno rotto il ghiaccio più in fretta del previsto, smentendo di fatto l’endemica tendenza ad andare in difficoltà contro le cenerentole del gruppo, sconfitte spesso in passato col minimo scarto. La straordinaria efficacia realizzativa di Andrea Belotti e Ciro Immobile rappresenta probabilmente il primo vero elemento di novità rispetto al recente passato, nel corso del quale gli azzurri hanno fatto fatica a concretizzare la mole di gioco prodotta a causa della prolungata assenza di attaccanti di razza in organico.

A fare la differenza in avvio è stato anche il modulo spregiudicato che il ct Giampiero Ventura ha deciso di sperimentare contro un avversario davvero modesto e incapace di opporre resistenza alla manovra avvolgente dell’Italia. Il 4-2-4 ha esaltato non solo le due punte, ma anche le caratteristiche degli esterni difensivi e offensivi, che hanno letteralmente tagliato a fette la difesa dei padroni di casa, creando i presupposti per tutte e quattro le reti azzurre. Non è un caso, dunque, che dopo appena 12 minuti la pratica sia stata già archiviata e che al termine della prima frazione l’Italia si sia trovata inaspettatamente in vantaggio per 4 reti a 0. Quando, però, sembravano concretizzarsi tutti i presupposti per una serata perfetta, nella seconda metà del match gli azzurri hanno mollato la presa e hanno smesso di macinare gioco, sprecando l’opportunità di ridurre il divario in termini di differenza reti rispetto ad una Spagna che continua a concedere poco o nulla agli avversari, come testimonia l’impressionante bottino incamerato finora di 15 gol segnati e una sola rete subita (il rigore di De Rossi allo Juventus Stadium) in quattro gare.

L’Italia veleggia comunque in vetta alla classifica con 10 punti, a pari merito con gli iberici, che attualmente vantano una differenza reti di +14, il doppio rispetto al +7 degli azzurri, un divario oggettivamente molto difficile da colmare. Il rammarico per non aver incrementato il malloppo nel secondo tempo, tuttavia, viene meno a fronte dei segnali decisamente incoraggianti emersi dalla trasferta di Vaduz. Convince l’asse Zappacosta-Candreva, stantuffi instancabili sulla fascia destra, mentre De Rossi e Verratti sembrano maggiormente a loro agio con una mediana disposta in linea, senza cioè un vertice basso e due interni. Test poco probante per i difensori, mai realmente impegnati dagli attaccanti del Liechtenstein.

La nota lieta, in ogni caso, consiste nella strepitosa intesa tra le due punte, Belotti e Immobile, pupilli del tecnico Ventura, che pare ormai deciso ad affidare a loro le chiavi dell’attacco in vista della rincorsa alla qualificazione verso il Mondiale in Russia. Quattro mesi separano gli azzurri dal prossimo step. A marzo sarà l’Albania di De Biasi, uscita con le ossa rotte dal match con Israele, a testare i progressi di un‘Italia che non potrà più sbagliare se vorrà giocarsi il primato del girone con la Spagna, memore dello scoppola subita agli Europei per mano degli azzurri di Conte e, tutto sommato, alla portata anche di questa Nazionale in costante crescita.

mauro.deriso@oasport.it

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Foto: Facebook Andrea Belotti

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