Calcio, qualificazioni Mondiali 2018. Francia e Svezia per il primato. A St. Denis nel ricordo degli attentati 2015

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Francia e Svezia si contenderanno domani sera allo Stade de France di Parigi il primo posto del gruppo A che garantirà la qualificazione diretta ai Campionati Mondiali 2018 in Russia. Le due Nazionali sono appaiate in vetta alla classifica a quota 7 punti dopo le prime tre partite disputate nel girone di qualificazione e lo scontro diretto potrebbe davvero scombussolare le gerarchie. I Bleus puntano al bottino pieno per piazzare il primo allungo ed eludere il rischio di un arrivo in volata. Gli scandinavi, dal canto loro, potrebbero anche accontentarsi di un pareggio che sarebbe oro colato su un campo pressoché inespugnabile e, con ogni probabilità, propenderanno per una tattica accorta, covando tuttavia la stuzzicante idea di piazzare il colpaccio in contropiede.

Prima dell’inizio della partita sarà osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime dell’attentato terroristico del 13 novembre 2015, a quasi un anno di distanza da quel tragico evento che ha sconvolto il mondo intero. In quella drammatica serata, la Francia stava disputando una gara amichevole contro la Germania nello stesso stadio, match poi sospeso per evidenti ragioni di ordine pubblico.

Dopo la convincente vittoria in casa dell’Olanda, Deschamps rinuncia nuovamente a Benzema e perde Kurzawa per infortunio. Il trio composto da Payet, Griezmann e Sissoko giocherà quasi certamente in appoggio all’unica punta Gameiro nel 4-2-3-1 dell’ex tecnico della Juventus, il quale punterà sul talento di Matuidi e Pogba in mediana e sulla solidità di Evra, Koscielny, Varane e Sidibé a protezione della porta difesa da Lloris.

La Svezia è reduce da un netto 3-0 inflitto alla Bulgaria, ma Andersson stavolta dovrebbe affidarsi ad un assetto più conservativo, puntando sul 4-5-1. Lindelof e l’ex genoano Granqvist sono i perni della difesa scandinava, mentre a centrocampo il palermitano Hiljemark è affiancato dai talentuosi Ekdal, ex Cagliari, e Toivonen. A Guidetti, infine è affidato il compito di non far rimpiangere l’assente Berg e di raccogliere l’eredità di Ibrahimovic, totem del calcio mondiale che ha detto addio alla Nazionale al termine degli ultimi Campionati Europei.

mauro.deriso@oasport.it

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Foto: Twitter Euro 2016

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