Biathlon, Samuela Comola: “La medaglia di Lillehammer è stata la ciliegina sulla torta della mia stagione”

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Dopo Saverio Zini, Andrea Baretto e Carmen Runggaldier, abbiamo avuto il piacere di intervistare un’ altra giovane speranza del biathlon azzurro: ci siamo confrontati con Samuela Comola, biathleta valdostana classe 1998, che da poco è entrata nel gruppo sportivo dell’Esercito. Samuela, che in questa stagione gareggerà nella categoria Under19, si è messa in mostra ai recenti Giochi Olimpici Giovanili di Lillehammer, dove ha sfiorato la medaglia nelle gare individuali, ma è riuscita a conquistare una fantastica medaglia di bronzo nella staffetta mista con Irene Lardschneider, Cedric Cristille e Patrick Braunhofer. A lei chiediamo le sue sensazioni quando manca poco più di un mese al via delle competizioni.

Hai ben figurato nei Campionati italiani in Val Martello con il secondo posto nella sprint e la vittoria nell’inseguimento per la categoria Under19: sei soddisfatta di questa prova sugli skiroll?

“Sì, sono molto contenta anche se la condizione sugli skiroll non era al top, mentre al tiro me la sono cavata più che bene, quindi sono contenta per questo”.

Tra qualche settimana prenderà il via la stagione invernale, come sta procedendo la preparazione, sia atletica che al tiro? Hai cambiato qualcosa a livello di carabina e/o stile di sciata?

“La preparazione sta procedendo molto bene, nel tiro in particolar modo sono riuscita a mantenere buone percentuali durante tutti gli allenamenti estivi e sto cercando di migliorare la velocità di esecuzione. Anche fisicamente sta andando abbastanza bene, a parte qualche malanno di stagione (influenza). Oltre a questo, con gli allenatori stiamo cercando di migliorare un po’ la tecnica di sciata”.

La passata stagione hai disputato delle ottime gare in Coppa Italia, risultati che hanno permesso di qualificarti per le Olimpiadi giovanili. In Norvegia, dopo le positive gare individuali concluse a ridosso del podio, è arrivata la medaglia nella staffetta mista. Che emozione è stata?

“È stata un’emozione grandissima! Non mi aspettavo un risultato del genere anche perché era la prima vera esperienza internazionale. La medaglia è stata la ciliegina sulla torta dopo i risultati che ho ottenuto individualmente e che assolutamente non mi aspettavo”.

A Lillehammer hai impressionato per la tua precisione al tiro, con alte percentuali soprattutto nelle serie in piedi, sei soddisfatta?

“Sì sono molto soddisfatta, sono stata precisa anche se in confronto a molte altre atlete ero più lenta a sparare”.

Guardando a te stessa, quale ritieni essere il tuo obiettivo in questa stagione e dove devi lavorare di più per migliorare?

“Per migliorare devo trovare un po’ di costanza sugli sci e sulla tecnica di sciata, sto già lavorando in questo senso. Come obiettivo di stagione sicuramente mi piacerebbe gareggiare ai Mondiali junior che si terranno in Russia e cercare di fare il mio, sperando di riuscire a sparare come a Lillehammer”.

La squadra femminile azzurra, come hanno dimostrato i risultati della passata stagione, è la più competitiva di sempre. C’è qualche atleta a cui ti inspiri e che vedi come un idolo nel circuito della nazionale?

“Sicuramente Dorothea Wierer è la mia preferita, la ammiro per la velocità e la freddezza che ha al poligono, però anche le altre ragazze della squadra azzurra sono molto forti!”.

A 18 anni fai già parte del Gruppo sportivo dell’Esercito: quanto è importante per te il loro supporto? Riesci a gestire bene gli allenamenti con la scuola?

“Sono stata tesserata per le Fiamme Gialle e sicuramente mi hanno dato un bel supporto dal punto di vista economico, da questa stagione invece gareggio con il gruppo sportivo dell’Esercito, è uno stimolo in più a continuare e a impegnarmi nello sport. Con la scuola invece ho fatto un po’ fatica, soprattutto nel periodo di fine stagione. Comunque ho poi recuperato gran parte delle materie verso la fine dell’anno scolastico”.

Quale tra le diverse gare (sprint, inseguimento e individuale) si addice di più alle tue caratteristiche e quale pista preferisci tra quelle in cui hai gareggiato?

“Mi piacciono abbastanza tutti i tipi di gara, ma quelle che mi si addicono di più forse sono le individuali e le gare ad inseguimento perché sono costante al tiro e quindi spero che qualche avversaria commetta più errori di me nelle quattro serie”. 

Che cosa ti ha spinto a gareggiare nel biathlon e da che età lo pratichi? Cosa ti affascina di più in questo sport così complicato e intenso?

“Ho iniziato a fare biathlon per caso, inizialmente facevo fondo. Poi il presidente dello sci club (Champorcher, lo stesso di Nicole Gontier), un giorno mi ha chiesto se volevo provare a fare una gara di biathlon e ho accettato. Da quel giorno mi sono accorta che sparare mi piaceva e quindi ho continuato nel biathlon. Di questo sport sicuramente mi affascina il fatto che in una gara, fino all’ultima sessione di tiro, tutto può cambiare”.

Foto: pagina Facebook Samuela Comola

nicolo.persico@oasport.it

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