Biathlon, Lukas Hofer: “Voglio tornare quello di due anni fa. Il fucile deve sparare diritto…”

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Il carabiniere azzurro Lukas Hofer ci ha rilasciato un’intervista direttamente dal ritiro di Trysil (Norvegia), dove la squadra di Coppa del Mondo sta finalizzando la preparazione. Il 27enne altoatesino è determinato a tornare a regalare emozioni ai tifosi azzurri, dopo due stagioni difficili caratterizzate da infortuni e malanni.  Il vincitore della sprint di Anterselva nel 2014 punta a ritrovare l’equilibrio e le buone sensazioni in pista e al poligono per potersi esprimere al meglio durante la prossima stagione.

Ti sei confermato Campione Italiano Estivo sia nella sprint che nell’inseguimento in Val Martello, ed hai ottenuto un’ottima prestazione nella gara individuale disputata ad Hochfilzen. Come valuti i primi test stagionale sugli skiroll?

“In primis, le vedo sempre come un allenamento veloce, peró é sempre un buon segno che il lavoro e gli allenamenti svolti ci portano nella direzione giusta. Aver delle belle sensazioni durante l’ estate è sempre positivo soprattutto per l’aspetto psicologico e per il morale. Inoltre i Campionati Italiani sono sempre gare importanti per i nostri Corpi militari, come per me i Carabinieri, coloro che alla fine mi danno la possibilità di svolgere questo sport/lavoro”.

Tra poco prenderà il via la stagione invernale, come sta procedendo la preparazione, sia atletica che al tiro? Hai cambiato qualcosa a livello di carabina e/o stile di sciata?

“Sullo stile di sciata abbiamo cercato di finalizzare qualche aspetto di tecnica in particolare, ma in generale abbiamo cercato di stabilizzarla per riuscire ad utilizzare meno forza possibile durante le gare. La carabina é sempre quella che sto usando da un paio di anni. Ho apportato qualche piccola modifica per la posizione in piedi, ma niente di che! É da definire ancora il colore del fucile, magari qualche tifoso può consigliarmi? Poi però devo farlo sparare dritto…”.

Come è stato il primo contatto con la neve a Trysil, Ramsau e in Val Senales e qual è la tua prima impressione sui nuovi materiali?

“Ritornare sugli sci stretti é una delle sensazioni più belle durante la stagione! A Ramsau mi sono divertito tantissimo, ho ritrovato subito la sensazione giusta, per questo non vedo l’ ora di provare dei veloce sulla neve. Ho dovuto saltare il ritiro della Val Senales, perché mi sono ammalato durante la settimana di intervalli ad Anterselva. Qui al Nord comunque stiamo lavorando al meglio per accrescere il feeling”.

La scorsa stagione è stata sicuramente tra le più difficili nella tua carriera, dove sono mancati acuti sia in Coppa del Mondo che ai Mondiali, senza riuscire ad accedere alla top ten. Che impressioni ti sono rimaste a freddo sui tuoi risultati? Sugli sci, complice anche l’infortunio ad inizio preprarazione, non hai trovato il picco di forma come condizione atletica: le migliori performance da questo punto di vista è arrivata ad Anterselva e  Canmore, dove sei sfortunatamente caduto nella sprint e hai saputo riscattarti con il podio nella staffetta mista, nella località che ti ha regalato la doppietta ai Mondiali Junior del 2009.

“Sono ormai due anni caratterizzati purtroppo da malattie e infortuni. Sfortunatamente non sono mai riuscito a ritrovare le sensazioni giuste in gara. Sicuramente non è quella la causa principale, ma c’è stata tutta una serie di conseguenza che non mi hanno permesso di essere al top. In più c’è anche l’aspetto psicologico. Tra alti e bassi ho fatto tantissima fatica a trovare continuità e la via giusta, non sono più riuscito a trovare il giusto equilibrio. Come già detto, sono stato caratterizzato anche dalla sfortuna per le cadute ad Oslo e Canmore. Però cosi é lo sport. Sono sempre uno che prova a raggiungere i limiti ovunque come anche nelle discese. Ogni tanto si rischia troppo, peró provando e rischiando si impara…”.

Le confidenza al tiro è sicuramente cresciuta, infatti a livello di percentuali sei riuscito a sparare con l’85% a terra e ad avvicinare l’80% nelle serie in piedi. Non voglio chiederti quali sono i tuoi obiettivi per la prossima stagione, ti chiedo però dove pensi di migliorare e su quali fattori crescere a livello di prestazioni.

“Non sono ancora soddisfatto, anche perché devo riuscire ad evitare di fare questi sbalzi al poligono durante la stagione, dove è capitato di affrontare serie che non vanno come previsto. Per questo voglio riuscire a trovare una costanza sia sul tiro che sugli sci. Non guardo mai le percentuali, visto che puó succedere di tutto durante la stagione. Secondo me é meglio guardare gara per gara, come sono già riuscito a fare durante gli anni scorsi. Cerco di tornare sui livelli di qualche stagione fa, perchè ho già mostrato cosa sono in grado di fare”.

Avete già svolto diversi raduni ad Hochfilzen, sede dei prossimi Mondiali e tracciato poco distante da casa. Come ti trovi sulla pista austriaca?

“Hochfilzen è una delle prime tappe dovo sono riuscito ad ottenere delle gare nei 20 e anche nei primi 10 durante la mia prima e seconda stagione di Coppa del mondo. La pista mi piace tantissimo perchè è proprio nervosa con salite e discese veloci. Tanti cambi di ritmo, che sono delle caratteristiche dove mi a mio agio. Poi essendo la seconda tappa di Coppa del Mondo, durante il mese di dicembre è difficile presentarsi al top della condizione. Questa volta sarà diverso perchè si disputerà nel mese di febbraio, sono sicuro che riusciremo ad arrivare in Austria in ottime condizioni”.

Anterselva 2020: ti sei impegnato con Dominik Windisch in prima persona a Chisinau per regalare i Mondiali alla tua valle. Sarà un appuntamento imperdibile per tutti i tifosi azzurri e una grande motivazione per te

“Di sicuro è un altro appuntamento importante per il futuro e sono fiero che siamo riusciti a portare a casa questi Mondiali del 2020. Non solo per noi atleti ma anche per tutti i tifosi e tutta la valle!”.

Sempre ad Anterselva è stata realizzata una nuova pista di skiroll, che ci hai mostrato con la tua go-pro: quanto è importante per te avere una struttura di così alto livello per poter allenarti a pochi passi da casa?

“Esatto, purtroppo non siamo più riusciti a definire bene bene il film della pista, ma lo finiró prima della prossima stagione. Avere una pista a casa é fondamentale per riuscire ad allenarci bene, anche in vista di fare il combinato, per poter impostare al meglio la stagione durante la preparazione. La pista é stata studiata benissimo, con tante possibilità di variare da un giro all’ altro. Se riusciamo ad aggiungere magari ancora 1-2 km di pista, allora saremo proprio al top”.

Con il ritiro di Christian De Lorenzi, tu e Dominik Windisch rappresentate gli atleti più esperti a livello internazionale nella squadra maschile: siete diventati oramai un punto di riferimento per gli atleti più giovani.

“Con Christian ho perso un grande amico e compagno di stanza, con il quale ho passato tanti anni insieme in squadra. Ho imparato tantissimo da lui. Adesso purtroppo siamo noi i “vecchi” visto che siamo quelli con piû anni di esperienza in squadra. Spero di poter dare dei consigli ai prossimi che ci raggiungeranno, come lo ha fatto Christian con me!”.

Il gruppo azzurro da un paio di stagioni è ormai consolidato: che clima si respira a livello di motivazioni per l’avvicinamento alle gare e quali sono le aspettative dei tecnici nei vostri confronti?

“All’ inizio c’é sempre un po’ di tensione, ma é normale, visto che sono le prime gare e non sappiamo ancora dove ci troviamo, al confronto con gli avversari, peró é sempre bello ripartire! Di sicuro l’obbiettivo dei nostri tecnici é quello di farci andare forte durante la stagione. Per il resto si dovrebbe fare un’ intervista direttamente a loro!” .

Il parapendio come filosofia di vita: rimane il tuo hobby preferito nei giorni di riposo tra gli allenamenti?

“Il parapendio ormai é diventato una delle mie passioni più grandi, come la corsa in montagna: sono i miei hobby preferiti quando non sono in giro per allenamenti e quando ho tempo libero. Alla fine sono due sport che riesco a combinare benissimo anche con gli allenamenti del biathlon. Poter salire in montagna e poi scendere con la vela non é solo una passione, ma riesco anche a scegliere camminate più lunghe e impegnative senza dover pensare che dopo devo tornare giù stanco e rischiare di farmi male. In più sono sicuro che é uno dei migliori modi per staccare la spina mentalmente, visto che sei libero libero e da solo su in alto. Consiglio a tutti quanti di provarlo, sono sicuro che sono in tanti che si innamoreranno di questa mia passione.
In futuro questi due sport faranno gran parte della mia vita e di tanti miei progetti che ho in testa… 
“Ma prima c’é il biathlon!”.
Foto: Romeo Deganello

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