Atletica, stangata per Jamel Chatbi. Il Tribunale Nazionale Antidoping gli infligge 2 anni e 8 mesi di squalifica

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Stangata per Jamel Chatbi, 32enne mezzofondista azzurro di origini marocchine che aveva saltato a luglio il terzo controllo antidoping alla vigilia delle Olimpiadi di Rio de Janeiro. L’italo-marocchino dovrà scontare 2 anni e 8 mesi di squalifica e con ogni probabilità questa sentenza lo indurrà a porre fine in anticipo all’attività agonistica.

Chatbi nel 2009 aveva già scontato tre anni di squalifica per positività al clenbuterolo poco prima della finale dei 3000 siepi dei Mondiali di Berlino 2009, specialità in cui deteneva il terzo miglior crono di sempre in Italia (8’08”86) alle spalle dei mostri sacri Panetta e Lambruschini. L’italo-marocchino, al rientro dalla prima squalifica, aveva poi deciso di dedicarsi anche ai 5000 m e alla maratona con discreti risultati, ma ha sempre indicato i 3000 siepi come sua specialità di punta.

I riscontri cronometrici del 2016 gli avrebbero consentito di prender parte ai Giochi Olimpici, ma il suo viaggio in Brasile è terminato ancor prima di cominciare. Chatbi, nato e cresciuto in Marocco, dal 1996 risiede a Castelli Calepio, in provincia di Bergamo, ed è italiano dal 2012, anno del suo rientro dal primo stop forzato. La recidività rischiava di costargli persino la radiazione, ma la Prima Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping ha deciso di infliggergli 2 anni e 8 mesi di squalifica a decorrere dall’8 agosto 2016, con scadenza al 7 aprile 2019. Il mezzofondista azzurro è stato condannato anche al pagamento delle spese del procedimento per un totale di 378 euro.

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Foto: Fidal

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