Vincenzo Nibali e Fabio Aru, finalmente avversari! Al Giro d’Italia 2017 lo scontro più atteso

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Alfredo Binda e Costante Girardengo, Fausto Coppi e Gino Bartali, Giuseppe Saronni e Francesco Moser. Il Giro d’Italia, storicamente, ha sempre offerto grandi dualismi tra grandi corridori del Bel Paese. Duelli che hanno infiammato i cuori e reso il ciclismo uno tra gli sport più popolari. Nel 2017, finalmente, potremo assistere allo scontro più atteso, quello tra Vincenzo Nibali e Fabio Aru.

Il siciliano ed il sardo sono i simboli del ciclismo nostrano. Da un lato un campionissimo di diritto nella storia, capace di vincere due Giri d’Italia, un Tour de France ed una Vuelta di Spagna (solo in sei sono riusciti nell’impresa di aggiudicarsi tutte le più grandi corse a tappe); dall’altro un giovane già affermato, due volte sul podio al Giro, primo nella Vuelta 2015 ed a caccia di riscatto dopo un 2016 anonimo.

Fin qui Nibali ed Aru non si sono mai affrontati, perché compagni di squadra in Astana dal 2013. I percorsi dei due corridori procedevano su binari paralleli, senza quasi mai intersecarsi. Ognuno aveva i propri obiettivi diversi da raggiungere. Ora cambia tutto. Nibali ha lasciato la compagine kazaka per approdare nel neonato team Bahrain-Merida, mentre Aru, di conseguenza, è diventato il corridore di punta dell’Astana.

Entrambi, con ogni probabilità, saranno al Giro d’Italia 2017. Si correrà sulle loro strade, prima in Sardegna, poi in Sicilia, con tanto di arrivo di tappa a Messina, città natale dello Squalo. Una folla adorante è pronta ad accogliere i propri beniamini e difficilmente i due campioni potranno esimersi.

Ecco dunque profilarsi il duello che aspettiamo da diversi anni. Nibali contro Aru, due ‘Figli del Sud’ uno contro l’altro. Si vocifera di un rapporto non idilliaco (soprattutto nella fase iniziale), anche se non sono mai mancate stima e lealtà reciproche, come testimoniano i precedenti del Tour de France 2016 e delle Olimpiadi di Rio. Alla Grande Boucle Nibali si mise a disposizione del più giovane compagno di squadra, il quale ricambiò generosamente nella prova a cinque cerchi. Forse non si amano, di sicuro si rispettano molto.

La carta d’identità (classe 1990 contro 1984) gioca a favore di Aru, l’esperienza è dalla parte di Nibali. Il percorso sembra perfetto per una sfida rusticana ed imprevedibile, in attesa di conoscere i rivali stranieri, senza dimenticare un altro possibile terzo incomodo italiano, Diego Rosa. Non resta che attendere qualche mese, sognando di assistere ad un duello che, di per sé, ci offrirà la vera essenza del ciclismo.

federico.militello@oasport.it

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