Tennis, l’Italia maschile oltre la top 100: Donati e Sonego interessanti. Ma manca il campione

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Il tennis italiano, sia al maschile che al femminile,è entrato in una difficile fase di transizione. Con Flavia Pennetta che ha scelto di divenire moglie a tempo pieno, Francesca Schiavone veterana di lusso, Roberta Vinci e Sara Errani in fase calante, Karin Knapp alle prese con fastidiosi problemi fisici, Camila Giorgi alla ricerca del tennis perduto, ed un ricambio generazionale che fa preoccupare, la situazione del tennis azzurro in gonnella non fa ben sperare. Probabilmente, dopo i fasti degli ultimi anni, un calo era ampiamente prevedibile. Ci si aspetta qualcosa di più invece dai colleghi uomini che, a 38 anni da Corrado Barazzutti, sono alla disperata ricerca di un top ten.

Attesa che sicuramente si amplierà, arrivando a cifra tonda. Considerando i valori attuali mostrati dal circuito ATP, è difficile sperare che a breve termine un azzurro irrompa in top ten. Fabio Fognini ha sfiorato l’impresa issandosi sino al 13° posto del ranking, ma la sua proverbiale discontinuità lo ha rispedito in posizioni di classifica abituali. Andreas Seppi e Paolo Lorenzi hanno obiettivamente trovato il massimo dal loro tennis, mentre Simone Bolelli è alle prese con un brutto infortunio. Ed il futuro? Cosa prospetta il futuro al tennis italiano?

In molti stanno cercando di scavalcare il fatidico ostacolo chiamato top 100, ma guardando la loro data di nascita è difficile prevedere un ulteriore salto di qualità. Thomas Fabbiano, attuale numero 109 ATP, vanta già diversi anni di battaglie tra circuiti Challenger e qualificazioni. Ventisettenne, il pugliese deve dare tutto nelle prossime due stagioni. Stesso discorso per Alessandro Giannessi. Lo spezzino in questo finale di 2016 sta provando ad allontanarsi da madre terra rossa, disputando alcuni importanti Challenger sul cemento USA. 26 anni, il ligure è chiamato risalire velocemente 43 posizioni e sbarcare nella top hundred. Scorrendo la classifica troviamo degli interessanti prospetti, ovvero Federico Gaio (24 anni) e Lorenzo Giustino (25 anni). Il primo dispone di un tennis offensivo. Buon servizio, ottimo dritto, rovescio ad una mano, purtroppo spesso non riesce a mantenere lo stesso livello nell’arco dei tre set. Il secondo, campano, offre un gioco ispirato alla scuola iberica. Buona tenuta difensiva, deve necessariamente aggiungere qualcosa nella fase propositiva.

Archiviata la top 200, diamo uno sguardo alle retrovie. Qui iniziamo a trovare gli azzurri più giovani, di 21 anni, con prospettive davvero interessanti. Matteo Donati, occupa la posizione numero 205 del ranking. Ha già mostrato il suo talento in quel magico Foro Italico 2015. L’alessandrino ha bisogno di una buona guida e di risultati che lo proiettino in pochi mesi in posizioni utili a disputare frequentemente qualificazioni ATP. Stefano Napolitano e Lorenzo Sonego hanno avuto meno visibilità del connazionale, ma nell’ultima fase stagionale stanno dimostrando di avere i numeri per sfondare. Il loro banco di prova sarà indubbiamente la prossima annata. Salvatore Caruso (23 anni), Gianluca Mager (21 anni), Gianluigi Quinzi (20 anni), ed Edoardo Eremin (23 anni), inseguono al di là della top 300, lontani anche dalle entry list dei Grandi Slam.

L’ormai alle porte 2017 sarà dunque di capitale importanza per tutti gli azzurri citati. Vedremo se qualcuno, o alcuni di loro, riusciranno a trovare certezze nel loro tennis, disputare frequentemente tornei ATP, ed iniziare a recitare un ruolo da protagonista.

Foto: Terzotempo magazine

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ciro.salvini@oasport.it

 

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