Samuele Papi: “Zaytsev è Mister Volley. Nazionale? Nubi sugli schiacciatori del futuro. Faccio fatica ma…”

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Samuele Papi è ormai il nonno del volley. A 43 anni suonati sta disputando la sua 27esima stagione consecutiva nel massimo campionato italiano. Lo schiacciatore/libero di Piacenza ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera. Riviviamo i passaggi salienti.

 

Oggi il Mister Volley è Ivan Zaytsev: ha un’immagine dominante. Aggiungo Simone Giannelli: faccia tosta e carattere. Un Max Verstappen meno algico e più simpatico”.

Poi una sua riflessione sul futuro della Nazionale: “Vedo nubi nel ruolo di schiacciatore. Giovani, fatevi avanti. Un Papi, non altissimo ma dalla grande elevazione, non basta più: servono martelli da 1.95-1.98”.

Il suo suggerimento per fare crescere il volley in Italia: “Si investa sulla Nazionale. E si sfrutti mediaticamente Zaytsev e il beach volley”.

La sua analisi sulle Olimpiadi di Rio 2016: “Non credevo che i ragazzi arrivassero così lontano. Ma una volta che ce l’avevano fatta, ero convinto che avrebbero vinto: il Brasile non era irresistibile come quello del 2004 e ci temeva. Il video check ci ha tolto due palle chiave? Vero: i tocchi c’erano stati. Chance sprecata ma quella più dolorosa resta quella del 1996, me presente. Avremmo potuto e dovuto chiudere prima del tie break, dove tutto può accadere”.

 

Perché Papi si sbatte ancora ancora tra partite e allenamenti?Per passione e divertimento. Faccio fatica, ma mi piace ancora stare in palestra con persone più giovani di me. Mi fa sentire vivo. Non posso più permettermi di giocare titolare, non sono né sprovveduto né egoista. Però mi diverto a prendere per i fondelli più giovani. Dico loro: non ti vergogni a farti murare da uno di 43 anni?”.

Ascolto il mio corpo, lo consulto, gli do retta e nel caso mi fermo. Qualche dolorino di qua e di là, ma dal meccanico non mi spedisce”.

 

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