MotoGP: Valentino Rossi più veloce del 2015 ma quanti errori…

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Prima del previsto è calato il sipario sul Mondiale 2016 di MotoGP, in quel di Motegi (Giappone). L’incoronazione di Marc Marquez, per la terza volta monarca della top class, si è concretizzata a tre gare dalla fine e Marc ha potuto fregiarsi del quinto sigillo iridato in carriera, tenendo conto anche dei successi nelle classi inferiori. Una vittoria pienamente meritata che fa da contraltare ai tanti rimpianti della Yamaha e di Valentino Rossi.

Inutile negarlo, l’epilogo era quasi scontato anche prima dell’appuntamento nel Paese del Sol Levante, però non era certo prevedibile un harakiri del genere. La caduta del settimo giro è un episodio che Valentino sta rivivendo continuamente nella sua mente, chiedendosi il motivo di una scivolata a cui non sa dare una risposta. Un errore, un eccesso di agonismo in pista, per stare dietro un Marquez indiavolato è costato caro al pilota di Tavullia, affondato in quella maledetta curva 10.

Ma che Mondiale è stato per Rossi? A tre weekend dalla fine, è giusto chiederselo e la risposta è la seguente: il nove volte campione del mondo, nel confronto con l’anno scorso, è stato più veloce in termini di prestazione sul giro ed in qualifica. Sono ben 10 le prime file (3 pole) conquistate dal campione italiano in questo 2016 contro le sole cinque della stagione passata. Un incremento prestativo notevole che dimostra l’ottimo feeling tra Vale ed le mescole Michelin. In gara, però, sono arrivati degli errori inattesi e, fatta eccezione per il Mugello (rottura del motore), il 46 è caduto tre volte (Austin, Assen e Giappone) vanificando ogni ambizione di successo finale al cospetto di un Cabronçito quasi infallibile.

Sembra un paradosso dire che il Valentino di quest’anno è stato più veloce ma mai in lizza per il successo. Un’antinomia che, per l’appunto, si giustifica per l’insolita scarsa costanza del pacchetto italo-nipponico nella quale la Yamaha, dopo un avvio di stagione folgorante, non è riuscita a mantenere quel ruolo di riferimento. L‘ultima vittoria della Casa di Iwata, nella stagione corrente, risale infatti al GP di Barcellona (giugno 2016). Da quel momento, tra successi di centauri inaspettati (Maverick Vinales e Cal Crutchlow) ed errori, l’appuntamento coi 25 punti è stato sempre mancato dal team nipponico, agevolando la cavalcata vincente di Marquez.

Ora per Valentino resta da vincere il confronto interno Jorge Lorenzo, nuovo pilota Ducati nel 2017. Un confronto dai mille significati tra due personalità perennemente in contrasto e sempre molto teso che darà interesse alle ultime tre uscite mondiali con Rossi in vantaggio di 14 lunghezze in classifica generale.

 

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