MotoGP, GP Australia 2016 – Le pagelle: Cal Crutchlow regale, Valentino Rossi da libro “Cuore”, Jorge Lorenzo anonimo ed il ‘vecchio’ Marc Marquez

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Sono davvero tanti i contenuti che ci ha lasciato il GP d’Australia di Phillip Island, sedicesimo appuntamento del Mondiale di MotoGP 2016. Impressioni e sensazioni che, come sempre, sintetizzeremo attraverso le pagelle del round australiano sulla base di ciò che i principali attori in pista hanno offerto.

Cal Crutchlow 10: gara regale per il centauro britannico che dal Sachsenring (Germania) sembra aver svoltato la propria stagione. Vittorie e podi inattesi con una moto non ufficiale descrivono piuttosto chiaramente le qualità di guida dell’inglese. L’assolo nella terra dei canguri è stato impressionate, o meglio, martellante. La tabella dei tempi, sul passo del 1’29”, è un regalo che Cal si è concesso, da immortalare ed inserire in un quadro. Gara capolavoro per l’alfiere della Honda LCR.

Valentino Rossi 9: Che dire…Oggi abbiamo visto il vero Valentino all’opera. Dopo gli sbagli ed i rimbrotti delle qualifiche, oggi poche chiacchiere, solo gas e coraggio. La partenza dalla casella 15 sembra sconfortarlo ma non è così. Lo si capisce dal primo giro quando divora l’asfalto con la sua M1, siglando giri veloci su giri veloci nelle prime 10 tornate, tornando in un battibaleno in zona top 3. Il secondo posto vale come una vittoria, con dedica speciale a Marco Simoncelli, scomparso esattamente 5 anni fa in quel di Sepang (Malesia). Il pensiero spontaneo di un Rossi da libro “Cuore” sul tracciato e fuori.

Maverick Vinales 8: Un po’ come Valentino, anche Maverick, autore di un sabato disastroso e sfortunato, entra in modalità “top gun” e si scatena nel finale conquistando un podio molto complicato al via. Lo spagnolo ancora una volta dimostra velocità e sangue freddo, leggendo molto bene la situazione e gestendo gli pneumatici come nessun altro. Il terzo posto di Phillip Island è il giusto premio alla sua condotta in corsa.

Aleix Espargaro 6.5: Appiedato dalla Suzuki già da qualche tempo, l’iberico vuol chiudere con onore la propria annata andando forse anche oltre i proprio limiti. In lotta fino in fondo per la terza posizione, scivola nelle fasi finali per un eccesso di coraggio alla curva 4. Una gara ed un weekend che, comunque, meritano pienamente la sufficienza.

Andrea Dovizioso 7: Un quarto posto che vale tanto per il Dovi, su un circuito che non ha mai amato, come anche la Ducati, fatta eccezione per il periodo di Casey Stoner (in quel caso, era molto “Made in Australia” il merito…). Ebbene il forlivese, in lizza per il terzo gradino per il podio con Vinales ed Espargaro, ha combattuto fino in fondo con i due iberici sfruttando benissimo le qualità della moto sul dritto e stringendo i denti nella parte guidata. I problemi della Rossa sono sempre i soliti, per questo il risultato odierno va valutato positivamente.

Scott Redding 6.5: Fatta eccezione per Crutchlow, il pilota del Team Pramac, in sella ad una Ducati non ufficiale, è migliore tra i “privati”. Una prestazione consistente ed un settimo posto che vuol dire molto per un rider che, in giornata, è capace di tutto.

Nicky Hayden 6: E’ vero, Kentucky Kid non è arrivato al traguardo ma quello che aveva fatto vedere nel corso del GP merita la sufficienza. Richiamato dopo 8 anni dalla HRC per sostituire Dani Pedrosa, Nicky si è comportato da professionista serio, senza lasciare nulla al caso e cercando di esprimere il meglio. La top 10 era conquistata. Peccato davvero per il finale…

Marc Marquez 5.5: Il vecchio Marc è tornato. L‘animus pugnandi delle precedenti 15 corse, sopito per esigenze di classifica, è riemerso nell’appuntamento australiano ma l’errore è indolore. Mondiale già in tasca e la voglia di gareggiare al 100% giustificano questa mancanza di lucidità. Tuttavia è giusto valutare negativamente la prova del Cabronçito, proprio per il campione che è.

Jorge Lorenzo 5: Altra gara da dietro la lavagna per Jorge mai a proprio agio sui curvoni veloci di Phillip Island sia in condizione di asciutto che di bagnato. La sua corsa è stato un calvario, mitigato solo parzialmente dal sesto posto finale che non cancella però le tante difficoltà dello spagnolo. Materiale diverso per l’iberico? I maligni attribuiscono questo ad ai suoi riscontri ma forse, anche per le cadute di questi ultimi appuntamenti, è proprio Lorenzo che sta mancando.

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