MotoGP: Andrea Dovizioso, la vittoria dell’italiano che fino a ieri era ‘svizzero’

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Quanto tempo è passato da quel 26 luglio del 2009 a Donington (Gran Bretagna). Questo è il pensiero che è balenato in testa ad Andrea Dovizioso nel corso del suo ultimo giro del GP di Sepang in Malesia, valso il primo successo in Ducati per il forlivese ed il secondo nella classe regina dopo 7 anni di digiuno. Un periodo infinito ricco di tante amarezze, delusioni ed anche qualche critica di troppo. Un lasso di tempo nel quale Andrea è stato quasi emarginato da un contesto mediatico monopolizzato da Valentino Rossi, dando l’impressione che il 30enne, campione del mondo nel 2004 in 125cc, fosse più “svizzero” che italiano.

Ebbene oggi, sul podio più alto, coi colori della Rossa e Rossi in seconda posizione, vi è stata la chiusura del cerchio per un pilota non fenomenale ma gran lavoratore. Giunto nel 2013 a Borgo Panigale, aveva trovato una situazione molto critica, dopo il divorzio “rumoroso” tra Valentino e la Casa italiana. Molti parlavano di “Bidonsedici” altri di “Triciclo”. In buona sostanza, solo l’enorme talento di Casey Stoner era riuscito a trasformare questo brutto anatraccolo in una farfalla a detta di molti (Mondiale 2007).

Il Dovi, quindi, ha accettato una sfida complicata, attraversando momenti molto difficili, per uno come lui che vuol vincere ogni gara. I secondi accumulati da Honda e Yamaha, spesso, sono stati mortificanti ma la fede nel lavoro non è mai mancata e dopo tre anni di sacrifici, ecco il meritato trionfo. Il successo della svolta da aggiungere agli altri 11 podi in sella alla Ducati. 25 punti ottenuti su uno dei tracciati preferiti da Andrea, nel quale la sua guida da “staccatore” si è sempre espressa ad alto livello. Niente più “se e ma”, solo il dolce gusto della vittoria per il nostro “svizzero” tornato ad essere italiano.

 

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giandomenico.tiseo@oasport.it

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Foto di Marco Fattori

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