Golf, un 2016 da dimenticare per le azzurre: pochi i piazzamenti di prestigio, ma la speranza si chiama Virginia Elena Carta

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Il secondo posto colto da Diana Luna nel recente Lacoste Open de France non è bastato di certo a sovvertire i bilanci di una stagione che ormai volge al termine. Il golf italiano al femminile non percorre acque sicure, bensì annaspa. Le veterane Luna e Giulia Sergas, che poche settimane fa ha annunciato l’intenzione di lasciare definitivamente il circuito LPGA, per proseguire la carriera, a 36 anni, soltanto in giro per l’Europa, non bastano a traghettare un movimento che nel 2016, nonostante i buoni prospetti, ha ottenuto davvero poco. Scialba fin qui la stagione di una Giulia Molinaro perennemente in ombra. La 26enne veneta non ha confermato i progressi mostrati nelle passate annate, esibendosi in continue controprestazioni (da dimenticare ad esempio quella offerta alle Olimpiadi di Rio). Giochi in cui anche Sergas non ha ben figurato, attestandosi nelle ultime piazze sin dalla prima giornata.

Neppure Stefania Croce e Sophie Sandolo, spesso fuori per mezzo del cut nel Ladies European Tour, hanno risollevato il morale della pattuglia azzurra. Golf italiano in gonnella che spera nell’avvento della salvatrice chiamata Virginia Elena Carta. Udinese, neppure ventenne, la giovane friulana ha trionfato (da matricola) nell’NCAA Womens Medal Championship, il più prestigioso dei tornei americani a livello di College. Il futuro potrebbe dunque rivelarsi roseo.

Foto: Federgolf

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ciro.salvini@oasport.it

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