Ginnastica, 10 domande e risposte a Vanessa Ferrari: tra il trionfo Mondiale, le Olimpiadi, le emozioni e le sue storie

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Oggi ricorre il decimo anniversario del trionfo mondiale di Vanessa Ferrari. Un momento leggendario nella storia della ginnastica artistica femminile che non era mai salita sul gradino più alto del podio della rassegna iridata, mai abituata a vivere certi trionfi. A un decennio di distanza la bresciana ha rilasciato un’interessante intervista alla Federazione Ginnastica d’Italia che riproponiamo integralmente.

 

Quanto è diversa la Vany di oggi dalla sedicenne di allora?
“La Vany di oggi è sicuramente diversa per quanto riguarda la Ginnastica. Una volta non pensavo alle conseguenze di questo sport ora, invece, è diverso: rifletto sicuramente di più prima di fare qualsiasi cosa in palestra, perché proprio provandone tante sulla mia pelle ho capito quanto possa condizionare la tua vita qualsiasi tipo di infortunio”.

 

Quanto è cambiata la Ginnastica Femminile e il modo di allenarsi e di gareggiare?
“È cambiato tutto tantissimo! Partendo dai metodi di allenamento per poi passare ad alimentazione, strumenti, prevenzione degli infortuni fino ad arrivare al livello di difficoltà. La Ginnastica è in continuo mutamento e aspira ad essere sempre più performante”.

 

Chi è stata la sua rivale più forte? E la tua migliore amica?
“Diciamo che qualche ‘annetto’ di ginnastica l’ho fatto e anche qualche gara. Nel corso degli anni le squadre sono cambiate molto e sicuramente di atlete forti ne ho affrontate tante ma, se ripenso alla mia carriera, credo che il mio peggior rivale siano stati gli infortuni! Se penso alla mia migliore amica mi viene in mente Paola Galante anche se, ultimamente, per i vari impegni ci siamo un po’ perse di vista”.

 

Qual è il segreto della tua longevità?
“Penso sia la determinazione e la costanza. La prima nel voler raggiungere i propri obiettivi e la seconda nell’allenamento per rendere possibili gli stessi”.

 

Nel 2006 FB e You Tube non avevano ancora cambiato il mondo della comunicazione, oggi nello sport quanto conta essere Social?
“Nel corso degli anni lo sport è stato sempre più affiancato ai social, questi sono utili per avere un contatto con i fan, ma sono anche capaci di creare “mostri”, io non sono mai stata accanita nell’usare i social network, forse potrei vivere benissimo anche senza, ma ormai sembrerebbe che il vero campione è chi ha più follower, e questo è abbastanza deprimente. Sono contenta che la gente conosca il mio nome per ciò che ho fatto in ambito sportivo e non per la mia capacità nel fare attività social”.

 

Alle Olimpiadi è più importante partecipare o vincere?
“Mio padre mi ha insegnato che non conta partecipare, ma vincere! Non mi accontento della partecipazione ma voglio il risultato, poi il risultato non deve essere per forza l’oro, ma vuol dire dare il tuo massimo e portare a casa il miglio risultato rapportato alle tue capacità e alle tue condizioni in quel momento”.

 

Se potessi tornare indietro cosa non rifaresti?
“Penso che rifarei tutto, eviterei volentieri qualche infortunio”.

 

Come si immagina Vanessa Ferrari tra dieci anni?
“Beh dieci anni sono tanti, la mia vita è una successione di gare che definiscono delle annate, per la mia capacità di guardare avanti spesso e volentieri non guardavo indietro e ciò ha fatto sì che dal 2006 ad oggi io abbia partecipato a un numero di gare che non ho il coraggio di contare”.

 

A Tokyo il giapponese Watanabe succede a Bruno Grandi alla presidenza della FIG mentre Donatella Sacchi è stata eletta presidente del Comitato Tecnico Femminile al posto di Nellie Kim, cosa cambierà secondo te?
“Non so, quando si parla di vertici così alti penso che non sia il mio compito, al momento. Ho sempre fatto l’atleta e di cambiamenti ne ho visti ma non sono essi a condizionare le mie prestazioni e il mio recupero. Conosco Donatella e le auguro il meglio per questo nuovo incarico”

 

C’è una ginnasta tra le piccole del progetto di Tokyo 2020 che ti somiglia?
“Negli ultimi anni ho avuto il piacere di allenarmi e veder crescere giorno per giorno queste ragazze, sono ottime atlete con una grande prospettiva per il futuro. Non saprei associare nessuna in particolare a me, ognuna ha le proprie armi. Però se dovessi guardare tutte e vedermi in qualcuna di loro, penso che mi vedrei bene in Alice D’Amato, ammiro molto la sua grinta e la sua spensieratezza nel partire per un esercizio senza paura di niente, mi ricorda qualcuno dieci anni fa. Detto questo le ammiro davvero tutte!”

 

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