F1, Mondiale 2016: il borsino Rosberg-Hamilton a cinque gare dal termine. Nico avanti sotto ogni aspetto…

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I punti di distacco e quelli ancora realizzabili, il morale, i precedenti sulle piste su cui si correrà di qui all’ultimo sipario, le ipotesi di complotto, le “congiunzioni astrali”… Proviamo a sviscerare il borsino tutto colorato di argento Mercedes Rosberg-Hamilton, a cinque GP dal termine di questo Mondiale F1 che ha toccato davvero ogni sfera dello scibile umano. E anche oltre…

I punti complessivi ancora a disposizione di tutti i piloti iscritti al Campionato 2016 – ma soprattutto conquistabili dai due alfieri della Stella, i nuovi cannibali insaziabili del Circus – sono 125 e Nico ne ha ora 23 di vantaggio su Lewis. Tanti, a questo punto della stagione, ma non tali da poter bollare come “impossibile” un’eventuale rimonta del britannico. D’altronde, la rottura del motore occorsa a Hamilton in quel di Sepang ha ricordato (qualora ce ne fosse bisogno) che 23 punti si possono recuperare anche in un colpo solo…

Il morale. L’iridato in carica ha dimostrato in centinaia di occasioni che la sua tenuta mentale “agonistica” è a prova di tritolo e lo stesso weekend malese stava confermando, fino all disgraziata uscita di scena, che il Campione di Stevenage c’era e come con la testa: ogni risposta tendente al riscatto post-Singapore, Lewis, l’aveva spiattellata in pista, in faccia a chicchessia. Però, non si può certo affermare che Rosberg stia peggio del team mate, per ciò che concerne la psiche… Era ad un passo da rimetterci punti in Malesia, li ha addirittura guadagnati; il tedesco “vede” la sua prima corona iridata sull’orizzonte di Abu Dhabi, deve “solo” mantenere il self control. Non sarà facile, ma sarà bello: l’entusiasmo e la voglia devono prevalere su tensioni ed emozioni da tremarella.

Gli ultimi cinque GP. Lo scorso anno (ma le premesse erano ben altre: Hamilton molto avanti nella lotta iridata), il pilota inglese vinse a Suzuka e ad Austin, dove si laureò Campione del Mondo, in entrambe le occasioni precedendo sul traguardo il poleman “fragile” Nico Rosberg. Quest’ultimo si riscattò parzialmente battendo il compagno di box a Città del Messico, Interlagos e Yas Marina, mentre complessivamente Lewis può vantare dei curricula migliori in Giappone, Emirati Arabi e Stati Uniti.

Le allusive ipotesi di complotto (esternate ieri da Hamilton). “Provo tanto dolore, avevamo lavorato molto, era tutto grandioso, abbiamo fatto tutto quello che c’era da fare e purtroppo un altro motore è esploso. Chiedo alla Mercedes, abbiamo tanti motori ma quest’anno si spaccano solo i miei. Perché?! Ci sono diverse gare decisive e questa era una di quelle, mi devono dare delle risposte, è inaccettabile. Qualcuno non vuole che io vinca, ma non mi arrendo, continuerò a spingere. Il Mondiale? Guardando la classifica è difficile restare sereni, non posso fare niente, non mi resta che continuare a fare quello che ho fatto in questo weekend”Parole al veleno, quelle proferite dal britannico nel dopo-gara di Sepang (fonte www.gazzetta.it); noi ci dissociamo, non vivendo in prima persona le dinamiche del mondo Mercedes, ma ci sembravano molto significative, andavano assolutamente riproposte, per quanto vomitate a caldissimo dalla parte lesa…

Le “congiunzioni astrali”. L’anno scorso, ogni episodio decisivo pareva girare solo a vantaggio di Hamilton, in questa stagione, Rosberg ha (fin qui) pareggiato anche il gap “fortunistico” nei confronti dell’istrionico collega. Due fotogrammi emblematici proprio in Malesia: i recenti motori Mercedes non si rompono pressoché mai, mentre quello della monoposto n.44 è andato in fumo proprio mentre Lewis si avviava verso un trionfo fondamentale in ottica iridata; Rosberg è stato colpito – e messo quasi fuori gioco – da Vettel in principio di gara, ma a conti fatti è salito sul podio guadagnando ben 15 punti sull’avversario diretto costretto al ritiro.

Nico Rosberg è avanti sotto ogni aspetto, in questa emozionante sfida intestina, ma fra sé e il primo alloro in carriera ci sono ancora cinque gare, tempeste emotive difficili da domare e sua maestà Lewis Hamilton (incavolato nero, per di più…): ricominciamo l’analisi?!

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giuseppe.urbano@oasport.it

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