F1, GP Giappone 2016 – Analisi gara: Rosberg approccio vincente, strategia Ferrari discutibile e Verstappen sempre al limite

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Un Nico Rosberg di lusso, quello che si è esibito a Suzuka (Giappone), sede del diciassettesimo round del Mondiale di F1 2016. Il tedesco della Mercedes ha dominato, quasi in carrozza, il round nipponico, scattando brillantemente dalla pole e conquistando la sua nona vittoria stagiona, la prima sulla pista giapponese e la ventitreesima in carriera. Un Rosberg, quasi serafico, cosciente del vantaggio in classifica (+33 sul Lewis Hamilton) e concentrato però senza guardare troppo in avanti. Un approccio vincente, gara per gara, che, fino a questo momento, lo sta premiando.

Rosberg, infatti, sembra aver compreso che nello scontro “corpo a corpo” risulta perdente col teammate e pertanto il suo lavoro è tutto finalizzato su se stesso, senza curarsi troppo di quello che farà Lewis ma massimizzando al meglio le proprie prestazioni. La gara di oggi è stato un altro esempio di ciò: gestione degli pneumatici ideale, spingendo quando era il caso. Una maturazione che potrebbe davvero valere il titolo iridato, mancando 4 weekend al termine del campionato. 

Logicamente lo sconfitto di giornata è Hamilton, autore dell’ennesima brutta partenza stagionale e precipitato in ottava posizione. La reazione di gran classe nella seconda parte di gara, arrivando a duellare con Max Verstappen per il secondo posto, dimostra che, in questa fase anche per problemi tecnici imprevisti (Malesia), al britannico sta mancando qualcosa.

Un altro tema caldo, dopo il GP di Suzuka, è senz’altro la strategia Ferrari per Sebastian Vettel. Il tedesco, partito dalla casella n.7 per la penalità di 3 posizioni in griglia, dopo l’incidente di Sepang, si è reso protagonista di un primo stint di corsa sugli scudi, conquistando la terza piazza alle spalle di Verstappen su tempi di grande qualità. Purtroppo però, come è già avvenuto in altre occasioni, quando la macchina assiste i piloti è il box a lasciare perplessi. Ora, non si vuol essere iscritti “all’Albo degli Ingegneri del giorno dopo” però l’aver ritardato il rientro ai box, montando una gomma non consistente come la mescola hard fa pensare che la scelta presa dal muretto sia stata errata. Ciò è testimoniato anche dai crono siglati da Kimi Raikkonen, quinto al traguardo, che negli ultimi giri ha recuperato terreno rispetto a Vettel col compound diverso. Un podio, dunque, sfumato sul più bello, dando adito ai soliti “se e ma…”

A chiosa, non si può non parlare del buon Max che, anche oggi brillante secondo, ne ha combinate una delle sue nel confronto ruota a ruota. Ormai è evidente: ostacolare in frenata gli avversari che azzardano il sorpasso, confidando sul fatto che il pilota rivale eviti il contatto. Un modo di guidare che desta perplessità oltre che essere pericoloso perchè effettuato ad alte velocità. Il figlio di Jos, stavolta, è finito  “Under Investigation” e verificheremo nelle prossime ore se vi sarà una semplice lavata di capo o qualcosa di più concreto.

 

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