Ciclismo, Mondiali Zolder 2002: il ricordo di un’Italia perfetta. Cipollini iridato

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Un ricordo indelebile. L’impressione della perfezione destinata a perdurare e resistere anche al passare del tempo. L’Italia e Mario Cipollini hanno domato e dominato il Campionato del mondo di ciclismo su strada nel 2002, con il re Leone capace di conquistare la maglia iridata da splendido solista a terminare il lavoro di un’orchestra eccezionale.

Descrivere la cavalcata degli azzurri in quel di Zolder sarebbe superfluo. Una sequenza precisa di ruoli studiati a tavolino, il sacrificio di Alessandro Petacchi per il capitano quando anche lui avrebbe potuto sperare nella vittoria. Fino alla volata, potente e decisa di Cipollini, che non ha mai lasciato la testa conferendo una sicurezza estrema ai compagni, che hanno esultato ancora lontanissimi dalla linea d’arrivo.

Quello che più è rimasto di quel giorno sono le sensazioni di una squadra fortissima e capace di confermare tutte le aspettative della vigilia. Sempre al comando, sempre in testa per proteggere Super Mario fino allo sprint finale. Una melodia senza stonature, sempre a ritmo. La consapevolezza e la forza con cui l’Italia, 14 anni fa, hanno gestito la gara non possono che essere un punto di riferimento, all’interno del mondo del ciclismo e non solo. Un gruppo unito, affiatato, unico da un unico obiettivo perseguito fino al raggiungimento. Grazie sì, ai suoi fuoriclasse, messi però nelle condizioni di esprimersi al meglio proprio dai compagni, fondamentali attori nello spettacolo più bello. 

Twitter: @Santo_Gianluca

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