Ciclismo, Mondiali Doha 2016: alla scoperta di Alexander Konychev, in attesa di poter dire “buon sangue non mente”

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Il cognome è uno di quelli pesanti perché presentarsi ad una gara ciclistica dicendo di chiamarsi Konychev è come irrompere in un campo da calcio affermando di chiamarsi Zoff. Quella parola che viene dopo il proprio nome, per Alexander, ha un certo valore. Nell’ambiente dei pedali il suo cognome non è sconosciuto, anzi, rievoca negli appassionati ricordi di un grande talento.

Alexander Konychev, corridore azzurro che tra qualche giorno affronterà il Mondiale di ciclismo di Doha (Qatar), è il figlio di Dmitri, indimenticato atleta prima sovietico e poi russo che fu professionista dal 1989 al 2006. Dima, come è affettuosamente chiamato da tutti, nella sua splendida carriera vinse due campionati nazionali, una tappa alla Vuelta a España, quattro al Tour de France e al Giro d’Italia (nel 2000 vinse anche la classifica a punti) nonché un argento e un bronzo iridati. Spesso si dice che “buon sangue non mente” o “tale padre, tale figlio”: ecco, speriamo, in un futuro non troppo lontano, di poterlo affermare con tranquillità perché significherebbe che Konychev jr. avrà intrapreso una carriera colma di soddisfazioni per lui, in primis, e per l’Italia. Intanto, i risultati, per Alexander, non si stanno facendo attendere dato che se indossa la maglia della Nazionale un motivo ci sarà. Classe 1998, con il suo team, il veronese Ausonia Csi Pescantina, quest’anno ha già messo in bacheca il 23° Trofeo Renetta Canada Melinda – Campionato Trentino oltre ad aver collezionato un quinto posto nel Campionato italiano juniores a cronometro e nell’internazionale Trofeo Paganessi.

Alexander, a tutti gli effetti italiano, è nato e vive in provincia di Verona (nato a Peschiera del Garda e vive a Costermano) mentre il papà ricopre la carica di direttore sportivo presso la squadra russa World Tour, Katusha.

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Foto: Pagina Facebook Uc Valle di Non

 

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